Vivere su un altro pianeta

 

Questo delirio che sembra venire direttamente dagli anni ’70 è stato pubblicato qui. C’è gente che ancora ci crede sul serio.

 

Ieri 12 ottobre 2010 intorno alle 21.45 un compagno e una compagna militanti comunisti e antirazzisti, impegnati contro la repressione e per la solidarietà internazionalista, si trovavano sulla linea filobus 90 a Milano diretta verso piazzale Lotto.

A una delle fermate tra Caiazzo e Stazione Centrale salgono quattro o cinque agenti della polizia locale in divisa che con fare autoritario iniziano a chiedere i documenti a tutti.

Il compagno e la compagna chiedono pertanto spiegazioni e lo sbirro con fare arrogante mostra loro la scritta sulla divisa: “polizia locale” intimandoli di fornire i documenti.

Gli sbirri poi si accingono a controllare a tappetto tutti coloro che sono sull’autobus.

Gli italiani sono forse uno o due a parte il compagno e la compagna, gli altri sono di diverse etnie: arabi, africani, sudamericani, cinesi, asiatici…

L’operazione di caccia all’immigrato é pertanto estremamente chiara.

Pertanto osservando quella scena terribile che ricorda molto i campi di concentramento il compagno e la compagna protestano verbalmente, parlano dei governanti e dei CIE.

Come se non bastasse tra via sondrio e via farini salgono i controllori ATM in borghese che iniziano a chiedere i biglietti, sperando di trovare qualche immigrato sprovvisto o di dare qualche multa per ingrassare le casse del comune.

Gli sbirri nel frattempo si erano posizionati in centro vettura ed in particolare uno osservava tutti, tenendo sott’occhio il compagno e la compagna con un’espressione nazifascista.

A quel punto uno dei due compagni/e dice all’altro/a a voce normale: “Guarda quello che faccia da nazista!”

A quel punto lo sbirro (che aveva sentito quella frase) adirato si avvicina, chiede al conducente di bloccare la vettura e invita i compagni/e e compagne/i a scendere, loro si rifiutano, lo sbirro mostra le manette.

A quel punto il compagno e la compagna scendono dalla vettura continuando a contestare l’atteggiamento fascista degli sbirri e i loro metodi repressivi contro gli ultimi, i poveri e gli operai.

Verrà detto loro che stanno proprio facendo come i fascisti che reprimevano e incarceravano gli operai e non solo.

Il compagni e la compagna vengono spinti e strattonati, mentre un gruppetto di arabi e nord africani scesi dal filobus assiste alla scena spaventato, ma non se va.

Il compagno verrà caricato con forza sull’auto della polizia locale (che per tutto il tragitto aveva seguito il filobus 90), infatti nel salire gli verrà provocata una frattura all’anulare della mano sinistra.

Alla compagna viene impedito di seguire il compagno e non le viene nemmeno detto dove sarà portato.

La compagna viene invitata a proseguire il percorso in filobus, ma si rifiuta.

Il compagno una volta al commissario dei vigili, dopo avergli chiesto le generalità, verrà invitato a togliere il maglione per una perquisizione, gli verranno fatte foto segnaletiche e prese le impronte digitali.

Verrà poi rilasciato intorno alle 23.30 con a carico una denuncia per oltraggio al sindaco, al vicesindaco e agli agenti di polizia.

Pensiamo che contro la repressione e lo stato di polizia che colpisce: i ribelli/e, i proletari/e, la classe operaia, i comunisti/e e gli anarchici/he che lottano contro l’attuale sistema di sfruttamento sia necessario organizzarsi e continuare a mobilitarsi e sostenere le lotte che si sviluppano nei CIE e nelle carceri.

Contro gli sgomberi nei campi rom, le cariche agli operai in lotta mobilitiamoci insieme sul fronte della solidarietà e della lotta per una società libera dalle catene e dal giogo imperialista!

Solidarietà a tutti/e i/le compagni/e nelle galere imperialiste e a tutti/e i ribelli/e e proletari/e che lo stato borghese ha rinchiuso nei CIE e nelle carceri!

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5 risposte a Vivere su un altro pianeta

  1. roy ha detto:

    perché “delirio”?
    è un linguaggio convenzionale, rivolto all’interno di un mondo culturalmente omogeneo, ma descrive un episodio inquietante in sè

  2. batta ha detto:

    Io non ci vedo nulla di inquietante in un controllo di polizia… certo dalle loro parole sembra una retata anti-immigrati ma questa non mi pare quella che si definirebbe una descrizione oggettiva dei fatti

    invece sono d’accordo sul fatto che è un linguaggio standard all’interno del “loro” mondo

  3. wowbagger42 ha detto:

    Ma perchè l’autore distingue il genere nei sostantivi – per la felicità di Mara? – e non negli articoli?
    E’ orribilmente asimmetrico! E se penso che è pure mio omonimo…

  4. marianna84 ha detto:

    Mah, roba da tebani..

  5. LaMeska ha detto:

    Condivido ciò che dice Batta nei commenti.
    Non c’è null’altro da aggiungere.

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