Il manifesto del realismo

Consiglio a tutti di leggere il discorso che Obama ha pronunciato ritirando il premio Nobel per la pace che gli è stato assegnato. Un discorso che sicuramente avrà scontentato chi ancora si illudeva che il presidente americano, essendo democratico, fosse anche pacifista, e che avrebbe completamente capovolto la politica della precedente amministrazione Bush. In politica internazionale le cose non sono così semplici, e c’è sempre una naturale tendenza dei governi quantomeno a difendere, se non a confermare, l’atteggiamento dei loro predecessori: una politica estera ondivaga e incerta non darebbe frutti.

Ed è naturale che Obama, una volta insediato, non abbia richiamato immediatamente tutti i soldati da Iraq e Afghanistan: ha ereditato due guerre, e sta cercando una exit strategy che però non porti all’esplosione definitiva dei due Paesi occupati. E’ un dato di fatto che, se sparissero immediatamente tutti i soldati americani e stranieri, Iraq e Afghanistan si trasformerebbero (se già non lo sono) in cosiddetti “failed states” cioè stati falliti, come la Somalia, nei quali un governo non esiste o non ha alcun peso, e il potere è in mano a fazioni e signori rivali.

Il discorso di Obama è semplicemente una professione di realismo e di pragmatismo, il riconoscimento che la guerra fa parte della natura umana e che la pace non può essere un mezzo per raggiungere la pace stessa. O meglio, lo può essere ma ci sono dei casi in cuil’uso della forza è giustificato. Io non ho risposte certe, ma riconosco a Obama il non comune coraggio di aver pronunciato queste pesanti parole:

I face the world as it is, and cannot stand idle in the face of threats to the American people. For make no mistake: Evil does exist in the world. A non-violent movement could not have halted Hitler’s armies. Negotiations cannot convince al Qaeda’s leaders to lay down their arms. To say that force may sometimes be necessary is not a call to cynicism — it is a recognition of history; the imperfections of man and the limits of reason.

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