Era tutto inventato

Sul caso Boffo abbiamo discusso settimane, sono stati sprecati fiumi di inchiostro, e si sono persino incrinati i rapporti tra Stato e Chiesa (o meglio, tra Berlusconi e Chiesa). Oggi Vittorio Feltri, rispondendo a una lettera sul suo giornale, afferma come se niente fosse che non c’era niente di vero nelle accuse omosessualità a Boffo.

“La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali.”

[…]

“… si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato.
Questa è la verità.”

Così ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, abbiamo la conferma di quale sia il concetto di giornalismo di Feltri.

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3 risposte a Era tutto inventato

  1. roy ha detto:

    Che uomo (Feltri)!

  2. alice ha detto:

    Mai sentito dire: “attacca l’asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno”?
    Secondo me, qui ci sta bene

  3. vitt80 ha detto:

    Sto leggendo in questi giorni “Come mi batte forte il tuo cuore – Storia di mio padre”, di Benedetta Tobagi. L’autrice racconta la storia del padre Walter, giornalista ucciso nel 1980 dal terrorismo a soli 33 anni. Consiglio a tutti la lettura.
    Personalmente, sono rimasta semplicemente sbalordita nello scoprire questa figura, che forse la mia generazione non conosce abbastanza (o non conosce proprio): intellettuale rigorosissimo e di cultura sconfinata, storico raffinato e professionista dalla produzione letteraria, giornalistica e saggistica di sorprendente quantità e qualità.
    Roba da far impallidire parecchi baroni universitari (il tutto, ripeto, in soli 33 anni di vita e circa 15 di attività professionale), figuriamoci gli altri manovali dell’informazione che se ne vanno in giro attualmente.
    Nel 1980, i giornalisti erano (anche) questo. Oggi, i giornalisti sono (sicuramente non sempre, ma purtroppo molto spesso) figure gossipparo-televisive come Feltri.

    Verrebbe da dire “O tempora…”, se il pensiero non fosse annichilito dalla desolazione che questo paragone provoca.

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