Non è abusivo, è condonato

alluvione messina

Cito da un articolo su Repubblica di oggi:

Quasi tutti i proprietari delle case costruite in zone pericolose, alla fine sono “regolari” perché qualcuno, come nel caso della palazzina che dovrà realizzare la signora Laura Davì, ha permesso loro di costruire dove perfino un bambino non realizzerebbe neanche una capanna.

Così, quando quella palazzina sarà finita, sarà anch’essa “regolare” e non abusiva, perché ci sono le licenze e tutte le altre autorizzazioni per costruire. è più o meno quello che è successo in via Puntali ed in via Placida, a Giampilieri superiore, le strade che hanno contato il maggior numero di cadaveri. Sono palazzine, ormai evacuate perché inagibili, che sembrano abusive ma non lo sono: “Ma quale abusi, quali illegalità, qui tutti abbiamo costruito regolarmente anche perché allora non c’era bisogno delle licenze edilizie”, dice un cugino di Costantino Pantò, uno dei tanti sfollati che adesso dorme in un albergo di Ganzirri. “Al massimo abbiamo realizzato qualche modifica, qualche ampliamento (costruire altre stanze orizzontalmente) o qualche allungamento (uno o più piani sul tetto della prima casa)”.

Anche l’altra palazzina realizzata in via Placida che domina il centro di Giampilieri, le cui pareti hanno come confine la collina che ha invaso il paese, è “regolare”. La storia è sempre la stessa: “Qui tutti – dice uno degli abitanti di quella palazzina che non vuole essere citato – hanno costruito senza licenze perché a quei tempi non era necessaria, poi quando negli anni ’90 abbiamo realizzato alcune modifiche che ci sono state contestate dalle amministrazioni comunali, abbiamo sanato, abbiamo pagato e tutto è a posto: ma quale abuso edilizio?”.

[…]

E le sembra normale costruire in una posizione così terribile, tra il torrente e la collina che si appoggia alla sua casa? “Certo che è normale, io ho sanato tutto, prima pagavo una percentuale più bassa dell’Ici ma con le sanatorie ed i condoni ho regolarizzato tutto anche se adesso pago una quota di Ici un po’ più alta”.

Sommate questa mentalità e una serie di condoni edilizi, e avrete gli ingredienti essenziali per un disastro. E pensare che per la Sicilia si progettano Grandi Opere.

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