La guerra dei media in Italia, vista dall’estero

Neanche quando sono in vacanza riesco a liberarmi dalle cronache nostrane: la situazione politica italiana ha richiamato l’attenzione di diversi media, e ha tuttora un grande eco anche all’estero. E così stasera, passeggiando in Times Square, vedo che tra le notizie ne scorre una che riguarda l’Italia:

times square

“Press war fuels row in Italy” (La guerra sulla stampa accende le polemiche in Italia): è il titolo di un articolo del Wall Street Journal, che potete leggere per intero qui.

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5 risposte a La guerra dei media in Italia, vista dall’estero

  1. vitt80 ha detto:

    Bentornato Batta (anche se sei ancora distante fisicamente).
    Scriverò un commento un po’ sconclusionato, ma spero che se ne colga il senso.
    Forse negli States non hai avuto modo di apprendere la notizia, ma martedì a Milano è morta Teresa Sarti Strada, moglie di Gino e fondatrice con lui di Emergency.
    La sua morte ha commosso ed emozionato moltissime persone, così come lo aveva fatto la sua vita: sempre nell’ombra ma sempre in prima linea, spesa per portare un messaggio di pace e di giustizia, L A I C O e libero, e soprattutto per far seguire questo messaggio da un aiuto concreto e logisticamente organizzato (cosa molto più complicata di quanto non si immagini).
    Oggi pomeriggio a Milano si è svolta una cerimonia funebre laica, per ricordarla. C’erano migliaia di persone.
    Sono state dette e fatte cose molto belle, dalla vignetta di Vauro (non la solita acida guerra per principio a Berlusconi ma, questa volta, un disegno ed un testo davvero poetici e commoventi) alla commemorazione del vice-presidente di Emergency, che parlando di Teresa Strada ha detto che era una donna che “non credeva che dopo la morte ci aspettasse nulla, e per questo riteneva indispensabile realizzare la giustizia in questa vita”.
    Parole forti, che spalancano fiumi di riflessioni profondissime, sulla vita, sulla morte, sull’impegno sociale, sulla religione, sul rispetto per il prossimo e su tanto altro.
    Parole ascoltate da tantissime persone emozionate ed appassionate, pulite e belle e sane. Belle e sane, belle e sane. Belle di semplicità, sane di onestà.
    Persone piene di cose da dire, partecipi (o anche solo emotivamente vicine) di una realtà importante, che per l’Italia è un vanto ed anche, per fortuna, un caso non isolato.
    Perché, per fortuna, questo paese non è solo Berluscavelinetelevisionifaresoldilottaperilpotere eccetera eccetera, è fatto anche di altro. Di una realtà silenziosa ma bella, che ha dei principi e degli ideali e lavora per realizzarli. Di gente pulita, che si spende senza aspettarsi nessun ritorno. Che almeno ci prova.
    Quindi, per favore, basta con questo fango disgustoso e vomitabondo nel quale ci rotoliamo da mesi PER COLPA DI TUTTE LE PARTI IN GIOCO.
    In giro non ci sono solo Berlusconi, le sue signorine e tutta la gente che pur di farlo fuori è disposto ad affogare un paese intero nella melma: c’è anche molto altro, ci sono realtà sane e nobili, c’è un mondo fatto di progetti da realizzare. In altre parole, c’è la speranza. Perché in italiano esiste anche questa parola: il lessico mediatico per fortuna non è ancora riuscito ad espellerla dal vocabolario.
    Giornate come quella dedicata a Teresa Strada dovrebbero farcelo ricordare con sollievo.
    Per pietà, se ci riusciamo, ogni tanto volgiamo lo sguardo al di là di questa porcilaia.

  2. roy ha detto:

    @vitt80
    Vero e giusto.
    Ma per piacere non facciamo che ‘tanto sono tutti uguali’.
    I produttori di letame sono ben individuabili.
    Tipo un signore che in Italia dice – e pratica, su questo proprio le parole di Emergency sono state pietre – che i migranti (quelli più poveri, che non arrivano dalla Slovenia in auto, ma dal Nordafrica in barca) vanno buttati a mare; e poi in Tunisia, dalla sua (porcaeva anche lì!) televisione, testualmente e mellifluamente dice, parlando delle stesse persone “abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una apertura totale di cuore”.

  3. vitt80 ha detto:

    Roy, per quanto mi riguarda anche Repubblica produce letame, quando tra le sue gallerie fotografiche ne pubblica una dal titolo “D’Addario: accoglienza da star a Venezia”. Mi viene da vomitare.
    In ogni caso, vedo con rammarico che oltre la porcilaia proprio non si vuole andare.
    Peccato.

  4. batta ha detto:

    Grazie per averci ricordato di Teresa Strada vitt80, il tuo commento non era sconclusionato e anche io a volte vorrei che si andasse oltre questo mare di polemiche inutili a cui siamo abituati.
    Da questo punto di vista, tutti producono letame.

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