Il potere del crowdsourcing

minzolini

Crowdsourcing vuol dire anche avere la possibilità di sbugiardare le persone quando si rendono protagoniste di comportamenti ridicoli e inaccettabili, grazie alla potenza e alla memoria di Internet.

Il prode Minzolini, nel 1994, in un articolo di Repubblica:

“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. Il rinnovamento del Parlamento italiano è un fenomeno anche sociologico di cui la stampa deve dare conto: io non dimentico mai che il mio referente è il lettore e non il politico e che il mio compito è quello di rappresentarlo come è senza mediazioni”. […] La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”.

Lo stesso Minzolini, nel 2009, nel discorso (video) in cui difende la scelta di non aver dato una notizia di cui tutto il resto d’italia, tranne il suo telegiornale, parla:

“Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull’ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa e tantomeno un’ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori”. […] “Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico”.

Del resto, se si applicasse rigidamente il principio qui espresso, i mezzi di informazione non potrebbero dire una parola su nessuna inchiesta in corso, fino al passaggio in giudicato di un’eventuale sentenza. Una strada chiaramente non praticabile in una democrazia degna di questo nome.

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12 risposte a Il potere del crowdsourcing

  1. DaViDe ha detto:

    L’informazione non esiste più.
    O c’è il processo mediatico (le sentenze vengono prese negli studi, davanti a ricostruzioni di villini) oppure la comunicazione mediatica l’ha soppiantata.

  2. Davide ha detto:

    “”Del resto, se si applicasse rigidamente il principio qui espresso, i mezzi di informazione non potrebbero dire una parola su nessuna inchiesta in corso, fino al passaggio in giudicato di un’eventuale sentenza. Una strada chiaramente non praticabile in una democrazia degna di questo nome.””

    la cosa scandalosa è che quello che dici sta diventando legge con il ddl sulle intercettazioni, che vieta a giornali, telegiornali, siti web e blog di parlare e informare i cittadini relativamente ad un caso giudiziario, non prima del raggiungimento della sentenza.
    In poche parole ancora dovremmo sentir parlare del caso di Meredith o del delitto di Garlasco. Oppure avremmo avuto notizia dell’uccisione del piccolo Samuele di Cogne, solo nel 2008, esattamente sei anni dopo l’omicidio.
    E’ questa la democrazia??

  3. batta ha detto:

    Davide è esattamente quello che pensavo, ma poi ho evitato di sottolinearlo nel post perchè c’è sempre qualcuno pronto ad accusarmi di essere sempre “contro”!🙂

  4. vitt80 ha detto:

    Davide hai detto una colossale scemenza.
    Il DDL sulle intercettazioni è il numero 1415, si può scaricare dal sito della Camera dei Deputati, http://www.camera.it. Consiglio a tutti di studiarlo bene prima di parlare a sproposito.
    Da NESSUNA parte, e sottolineo da NESSUNA parte, è scritto che è fatto divieto ai giornali di “parlare di casi giudiziari” o di “informare i cittadini” prima del raggiungimento della sentenza.
    Semmai, limitazioni speciali riguardano la pubblicazione di atti di indagine (il che è cosa ben diversa dal dire che non si possono raccontare i fatti), e sono previste fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare: si tratta di momenti precedenti (e di gran lunga) rispetto alla “sentenza”, come dici tu.
    Per cortesia, se vogliamo fare polemica facciamola, ma che sia documentata, specialmente se l’argomento è così tecnico.

  5. wowbagger42 ha detto:

    In pratica si può dire che il bambino è morto ma non – fino alla fine del processo – che è stata la madre, giusto?

  6. vitt80 ha detto:

    Ripeto: l’udienza preliminare è ben anteriore rispetto alla fine del processo. Si può dire che ne sia l’inizio.
    Quindi, non è corretto che non si possa riferire nulla fino alla fine del processo, perché si può riferire tutto dopo che sia intervenuto il rinvio a giudizio.
    Inoltre: sì, si può dire che il bambino è morto, ma non che la madre è stata iscritta nel registro degli indagati. Ma tutto questo solo fino all’udienza preliminare.
    Facciamolo lo sforzo di leggere i testi ufficiali, perché scorrere solo gli appelli di Repubblica può non essere sufficente.

  7. alice ha detto:

    @ vitt80: concordo pienamente

  8. DaViDe ha detto:

    Finalmente una voce degna di ascolto su questa faccenda. grazie vitt80, pensavo di esser l’unico ad aver percepito questa interpretazione dalla lettura del ddl. e conscio del fatto che a differenza di altri, io non studio giurisprudenza, pensavo di aver interpretato “in maniera non oggettiva”

  9. vitt80 ha detto:

    a disposizione🙂

  10. roy ha detto:

    Non vorrei ci sfuggisse il contesto.
    I cittadini comuni, non tecnici, che cosa capiranno?
    E che cosa gli si vuol far capire?
    Che esistono solo polizia e carabinieri (cioè i ministri dell’interno e della difesa che se la suonano e se la cantano)?
    E se un avvocato vuole far sapere che hanno arrestato un cittadino ingiustamente?
    E se un cittadino vuol far sapere che si sta indagando su chi lo ha truffato, per metterne in guardia altri?
    E se si indaga su uno stupratore seriale di cui allertare le vittime?
    E quando, come succede, arrestano i funzionari corrotti con la valigia dei soldi in mano?
    Senza questioni tecniche mi sembra che i casi sono moltissimi, e che la scelta di VIETARE di informare sia pericolosissima.
    Attenzione alle dittature a bassa intensità.

  11. vitt80 ha detto:

    Roy mi spieghi per qualche motivo ritieni “pericolosissimo””vietare di informare” fino agli esiti dell’udienza preliminare? Ti rendi conto che non si tratta un momento lontano anni luce dall’avvio delle indagini?
    Inoltre, ti ricordi che nel nostro ordinamento c’è un principio in base al quale tutti si presumono innocenti fino alla condanna definitiva?
    Se ritieni necessario allertare le potenziali vittime di uno stupratore, vuol dire, evidentemente, che hai già deciso che quel soggetto sia uno stupratore: peccato che nel nostro sistema non sia la vittima o chiunque altro privato inquisitore, e tantomeno Repubblica, a decidere chi è colpevole di cosa, ma la magistratura. Ti sembrerà aberrante ma è così.
    Dunque, non ti sembra che allertare il mondo circa il fatto che Tizio è uno stupratore prima che Tizio sia stato anche solo rinviato a giudizio possa confliggere con il diritto di Tizio (che discende direttamente dalla Costituzione, tanto quanto il diritto dei cittadini ad essere informati) ad essere ritenuto innocente fino alla condanna definitiva?
    E’ o non è chiaro che la legge deve contemperare interessi molteplici, inclusi quelli delle persone che alle volte vengono accusate ingiustamente e poi vengono assolte (e sia chiaro, non mi riferisco a Berlusconi), ma nel frattempo hanno avuto la vita distrutta da illazioni e pettegolezzi di ogni tipo?
    Davvero ti sembra così antidemocratico ed irragionevole attendere, per poter mandare un individuo alla gogna, almeno gli esiti dell’udienza preliminare, che è solo il primo dei molti filtri attraverso i quali deve passare un’accusa, per trasformarsi in sentenza?
    E’ vero che esiste un diritto all’informazione, ma esistono anche un diritto alla dignità e la presunzione di innocenza.
    E TUTTI, e sottolineo TUTTI, sono irrinunciabili in una società democratica.

  12. roy ha detto:

    @vitt80
    concordo a tal punto sul diritto alla dignità e alla presunzione di innocenza che potrei sottoscrivere tutto quello che hai detto, ma temo la prova dei fatti.
    Dopo questa legge i cittadini non capiranno quello tu giustamente dici, cioè che la magistratura stabilisce colpevolezza e innocenza: ma che, come ho detto, esistono solo polizia e carabinieri (cioè il potere esecutivo).
    In alcune realtà meridionali, i giornali, su pressione di polizia e carabinieri sputtanano gli autori (anzi: i presunti autori) di furti in supermercato solo perché devono esser stampati sui giornali i nomi dei componenti delle pattuglie che li hanno arrestati.
    Voglio proprio vedere se dopo questa legge finiranno le conferenze stampa di uomini in divisa con i volti di presunti innocenti sbattuti in televisione.
    Io credo di no.

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