Referendum confermativo

referendum

Come ampiamente previsto, probabilmente il referendum per la modifica della legge elettorale non raggiungerà il quorum. Del resto, sono almeno 15 anni che nessun referendum raggiunge il numero minimo di voti per essere considerato valido. E questo fatto dovrebbe far riflettere coloro che si ostinano a vederlo come l’unico strumento in grado di cambiare le regole della democrazia in Italia.

I vari Guzzetta, Segni, Pannella, nonostante siano da ammirare per la tenacia e l’impegno profuso nel promuovere le consultazioni, dovrebbero fermarsi e ragionare sui reali effetti che i loro sforzi provocano: purtroppo è molto facile far fallire un referendum, grazie alla vergognosa (e antidemocratica) arma dell’invito all’astensionismo. E di fronte ai risultati, è molto facile affermare che, siccome gli italiani non si sono espressi contro la legge in questione, vuol dire che agli italiani la legge va bene così com’è.

Ragionamento già fatto in occasione della consultazione sulla legge sulla fecondazione assistita nel 2005 (poi per fortuna modificata in parte per via giurisprudenziale), e che non tarderà ad essere riproposto a partire da domani, così che questo referendum sarà stato un involontario favore a tutti quei partiti a cui l’attuale legge elettorale (il famoso porcellum) va benissmo così. In questo modo potremo sognarci una modifica della legge, ipotizzata da qualcuno nei mesi precedenti.

Rafforzare la legge che si vuole cambiare è un rischio troppo grande e i promotori dei referendum dovrebbero tenerne conto la prossima volta.

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7 risposte a Referendum confermativo

  1. DaViDe ha detto:

    Ottimo intervento. Due semplici critiche:
    – l’astensionismo durante un referendum ha un valore democratico (non si è scelto di dire -succeda quel che succeda-, si è deciso -facciamolo fallire-)

    – non essersi espressi (questo è un tuo pensiero, in realtà ci si è espressi, sul far fallire questa votazione) contro il porcellum tuttavia potrebbe anche indicare, come ha detto Rutelli, che la proposta di segni fosse ancora peggio…

  2. batta ha detto:

    A me sembra purtroppo che la maggioranza di quelli che non sono andati a votare non lo abbiano fatto perchè non sapevano neanche di cosa si stava parlando. Poca pubblicità al referendum, zero campagna elettorale, in un senso e nell’altro (per la verità, anche da parte di partiti che sostenevano ufficialmente il si, come il PD), non hanno certo aiutato gli italiani a informarsi sull’argomento e a decidere.

    Per quanto riguarda il tuo primo punto, io penso che sia molto più democratico andare a votare, e votare no. Ma questa è solo una considerazione personale, capisco che dietro l’invito all’astensione ci sia un mero calcolo di bassa convenienza politica.

  3. DaViDe ha detto:

    Ti dirò, l’informazione secondo me c’è stata. Certo, bisognerebbe avere un corpo elettorale che desidera sapere – che serve dare informazioni se non si accende la tv o non si legge qualche quotidiano, vogliamo arrivare ad una società di tipo apocalittico con enormi megafoni che invitano a determinate azioni?
    Più che la voglia di sapere, è prevalsa la voglia di vacanza.
    Non tutti, come il sottoscritto, avevano il seggio a pochi metri dal luogo di villeggiatura:)

  4. batta ha detto:

    Bè di gente che accende la tv ce n’è anche troppa🙂 mentre sui giornali ti do ragione!

  5. roy ha detto:

    Il referendum dei referendum è stato il primo, quello sul divorzio. Partecipazione oltre il 90%, battaglia vera, risultato che ha cambiato molte cose in Italia.
    Nei tempi recenti ci siamo avvitati sui piagnistei dei radicali e di altri soggetti politicamente deboli, che hanno proposto questioni non decisive, o comunque non chiaramente sentite come tali.
    Ed invece solo la chiarezza dell’alternativa è il cuore di ogni referendum

  6. batta ha detto:

    Vero roy. Un referendum tipo: “Volete l’abolizione del canone Rai?” avrebbe la partecipazione dell’80% degli aventi diritto!🙂

    (lo so lo so, non si possono fare referendum per abolire tributi!)

  7. panda ha detto:

    Sull’istituto del referendum ho tante idee ma esulano dal tuo post.

    Mi limito a dire che trovo uno schifo fare campagna per l’astensione, a prescindere dal quesito.
    Vi risparmio le mie idee di riforma dell’art 75 della costituzione.

    Sul tuo post devodire che questo referendum doveva tenersi l’anno scorso sotto la precedente legislatura, quando la frammentazione politica era immensa. Poi è successo quello che è successo con mastella, dini and co e io penso anche per via del referendum incombente (del resto anche la lega avrebbe fatto cadere il governo pur dinon richiare di vedere vincere i si).
    Mastella, Dini and co hanno sbagliato i conti perchè la semplificazione vi è stata per altre vie.
    Devo dire però che se il referendum si fosse tenuto lo scorso anno sotto la legislatura precedente dicerto vi sarebbe stata + partecipazione e forse forse il quorum si sarebbe raggiunto.
    In ogni caso non si può imputare ai promotori nulla, anzi probabilmente il risultato di semplificazione presente ora è anche merito (o demerito) loro.

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