Dati definitivi

euparl

L’affluenza alle urne per le elezioni europee è stata abbastanza bassa (65%, in calo di 6 punti rispetto al 2004), ma migliore rispetto agli altri Paesi (media UE 43%).

I risultati vedono il PDL al 35,2, il PD al 26,1, la Lega al 10,2, IDV al 7,9, UDC al 6,5, mentre nessun’altra lista ha superato la soglia di sbarramento del 4%. Per conoscere i candidati eletti al Parlamento europeo bisognerà aspettare ancora qualche ora, con la chiusura degli spogli e il calcolo dei resti.

In tutta Europa si registra un generale arretramento dei partiti di sinistra, sconfitti ad esempio in Francia, ma anche in Spagna dove sono al governo con Zapatero, e in Gran Bretagna anche per colpa del recente scandalo dei rimborsi ai ministri del governo Brown. Il PPE resterà il più grande gruppo nel Parlamento, ma il suo vantaggio sui socialisti è destinato ad aumentare ancora.

In Italia, il Pd crolla di 7 punti rispetto a un anno fa, come previsto, ma riesce a salvarsi in corner e ad evitare una sconfitta ancora più pesante che probabilmente avrebbe affossato definitivamente il suo progetto. L’IDV raddoppia i suoi consensi, intercettando una parte dei delusi democratici, mentre i partitini della sinistra ancora una volta condannano se stessi all’esclusione dalla vita politica (in questo caso europea), mentre se si fossero presentati uniti avrebbero ampiamente superato la soglia di sbarramento.

I rapporti di forza all’interno della maggioranza si riassestano: la Lega riesce a superare la soglia psicologica del 10%, in Veneto è il secondo partito per una manciata di voti, e si afferma in tutto il Nord. Forse la più grossa sorpresa è proprio il risultato del PDL, che si ferma al 35,2%, a fronte del 37% delle politiche del 2008, ma soprattutto lontanissimo dal 40-45% che Berlusconi dava per certo: direi che sarebbe ora di cambiare sondaggisti.

In ogni caso il dato interessante è che il governo resta ben al di sotto del 50% e, a parti invertite, sarebbero già cominciate le richieste di dimissioni a un governo che non rappresenta la maggioranza degli italiani. Questa situazione deve indurre a una seria riflessione in vista del referendum, e deve spingere l’opposizione a creare una credibile alternativa al governo, se un giorno vorrà sperare di vincere.

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12 risposte a Dati definitivi

  1. wowbagger42 ha detto:

    pd+pdl=61%

    referendum?

  2. batta ha detto:

    Io dico che comunque non raggiunge il quorum

  3. DaViDe ha detto:

    analisi oltremodo ottimistica batta.
    il pdl ha subito una palese flessione, certo per demerito proprio piuttosto che per merito altrui.
    Il dato interessante non è che il governo è sotto al 50% – si decideva per le europee, si sa che l’affluenza nazionale è solitamente molto maggiore -.
    L’elemento rilevante emerso da queste votazione è il totale fallimento della campagna del PD. Franceschini ha miseramente fallito, inutile che dica era prevedibile una sconfitta del genere dopo tutto il cinema che ha messo in piedi.
    Il pd ha denigrato la parte avversaria in ogni modo e con ferocia inaudita: questa strategia non ha pagato.
    I voti persi dal pdl sono confluiti come prevedibile nella lega; poi nell’italia nei valori, che ha visto raddoppiare il suo apprezzamento.
    Addirittura il pd si è visto scavalcare nella corsa alla spartizione dei delusi dall’udc (forse spinta da una corrente filomonarchica?)
    Il pdl è rimasto il partito di maggioranza. Il pd ha perso ancora una volta il suo peso all’opposizione.

  4. vitt80 ha detto:

    pronostici sul toto dopo-Berlusconi?

    fatemi sognare please

  5. DaViDe ha detto:

    Dopo berlusconi?
    Mmm ritengo fini la scelta più sensata. O intendi un dopo governo della destra?
    Ah in quel senso DEBORA SERRACCHIANI

  6. batta ha detto:

    PS: concordo su Debora Serracchiani, nel caso

  7. batta ha detto:

    Franceschini non ha miseramente fallito: ha salvato il Pd, visto che meno di un anno fa era dato al 22%. Certo, è stato sconfitto, ma sinceramente, anche se sembra brutto dirlo, nessuno si era mai illuso di poter vincere e nessuno gli chiedeva questo.

    @vitt80: il dopo Berlusconi è così lontano nel tempo che i suoi contorni sono così indistinti… chissà se noi ci saremo ancora! Lui punta all’immortalità 🙂

  8. vitt80 ha detto:

    no Batta, non è che lui punta all’immortalità, è che nel contratto con gli italiani ha inserito una specifica clausola, nella quale si è vincolato espressamente a non morire. non è un auspicio, è un vincolo contrattuale 🙂

    @ Davide: intendevo dopo Berlusconi, la destra dal Governo credo non la scrosteremo per parecchi lustri

  9. roy ha detto:

    Il falso bipartitismo/bipolarismo ha tolto, per un po’ la possibilità del gioco dei due forni, tipico dell’Italia parlamentare.
    Ma ora si ricomincia!
    Due partiti ‘polari’, PD e PdL.
    Gli altri a combinarsi, con maggiore libertà non appena gli scricchiolii del sultano si faranno più sinistri.
    IdV, UDC e Lega possono combinarsi con uno qualsiasi dei due partiti polari.
    La Destra e la Sinistra solo con uno dei due.
    Inserite dati elettorali variabili e combinazioni variabili in un sistema di calcolo e finalmente torneremo a divertirci.
    E sarà la fine dei principi e principini

  10. alice ha detto:

    @ roy: intendi princìpi e princìpi piccoli?

  11. DaViDe ha detto:

    14 province tolte al pd da parte del pdl…. tutto l’abruzzo…. firenze al ballottaggio, meno male che renzi dovrebbe essere il nuovo franceschini….
    non è una disfatta… è molto di più….

  12. roy ha detto:

    @alice
    i princìpi sono già stati sotterrati (per un video affittato a sbafo in Inghilterrra si perdono le elezioni e il posto, qui si prendono gli applausi per ogni nefandezza); intendevo i prìncipi che sinora hanno personalizzato i partiti

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