Influenza suina: non facciamoci prendere dal panico

swineflu

Per evitare di cadere nelle solite psicosi tipo aviaria e Sars, magari condite da un pizzico di complottismo, leggiamo attentamente queste domande e risposte sull’influenza suina che si sta diffondendo in Messico e Stati Uniti.

Qui il post originale con le FAQ e qui la pagina del Ministero della Salute con tutte le informazioni del caso. Su Google maps trovate anche una utile mappa interattiva che segnala tutti i casi, confermati e non.

Cos’è l’influenza suina?
L’influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini. I virus dell’influenza suina causano alti livelli di malattia e bassa mortalità nei maiali. Tali virus possono circolare tra i maiali in tutti i mesi dell’anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifestano nel tardo autunno e in inverno, così come accade per le epidemie nella popolazione umana. Il virus dell’influenza suina classica (virus influenzale A/H1N1) è stato isolato per la prima volta negli anni Trenta del secolo scorso.

Quanti sono i virus dell’influenza suina?
Come tutti i virus influenzali anche quelli dell’influenza suina mutano continuamente: i maiali possono essere infettati dai virus del’influenza aviaria così come da quelli dell’influenza suina. Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di “riassortimento” e nuovi ceppi che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. Nel corso degli anni, si sono manifestate diverse varianti di virus influenzali suini ; al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A : H1N1, H1N2, H3N2 e H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1.

L’influenza suina può infettare l’uomo?
I virus dell’influenza suina non infettano normalmente l’uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e industrie suinicole, frequentatori di fiere zootecniche) .

Quali sono i sintomi dell’influenza suina nell’uomo?
I sintomi dell’influenza suina sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Come l’influenza stagionale, anche quella suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite e insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus dell’influenza suina.

Quanto è grave l’influenza suina nell’uomo?
Come l’influenza stagionale, l’infezione da virus influenzale suino nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave.

Le persone possono prendere l’influenza suina mangiando carne di maiale?
No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre l’influenza suina mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. In ogni caso è bene, a titolo precauzionale, cuocere la carne a temperatura interna di 70-80 °gradi. In tal modo si uccide il virus dell’influenza suina, così come gli altri batteri e virus.

Come si trasmette l’influenza suina?
I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini, come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. E’ possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell’influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.

Il virus di quest’epidemia in Messico e USA è contagioso?
Ci sono evidenze, stabilite dai CDC (Centers for Disease Control and Prevention, Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) degli Stati Uniti d’America, che il virus responsabile dei casi negli Stati Uniti si sta diffondendo da persona a persona: comunque in questo momento non è possibile sapere quanto facile sia questa trasmissione.

Come si può diagnosticare l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo?
Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L’identificazione del virus dell’influnza suina richiede l’invio del campione ad un laboratorio di riferimento della rete Influnet, con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità.

Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali suini nell’uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell’influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir. Mentre la maggior parte dei virus dell’influenza suina si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, i virus influenzali suini isolati recentemente dagli uomini sono resistenti alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento / prevenzione dell’influenza umana da virus influenzale suino.

Esiste già un vaccino efficace contro l’influenza suina?
Gli esperti sono al lavoro. Il primo passo è conoscere tutte le caratteristiche del virus. Le sta analizzando da  il Centro Novartis Vaccines and Diagnostics di Siena diretto da Rino Rappuoli. Dal 1997 lo stesso gruppo di esperti sta lavorando a un vaccino pre-pandemia, basato sul virus H5N1 diffuso nel 1997 a Hong Kong e, grazie all’esperienza accumulata in questi anni, secondo Rappuoli sarà possibile produrre i primi milioni di dosi in meno di sei mesi.

Quante epidemie di influenza suina si conoscono?
Probabilmente l’epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976, con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese, per scomparire spontaneamente. La fonte del virus, il momento esatto della sua introduzione a Fort Dix e i fattori che possono avere influenzato la sua diffusione e durata sono sconosciuti. L’epidemia potrebbe essere stata causata da un virus animale introdotto in contesto di particolare affollamento nel periodo invernale. Il virus influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New Jersey/76 (Hsw1N1). L’episodio fu alla base di una estesa campagna di vaccinazione antinfluenzale nel 1977.

Fonte: CDC (Centro controllo prevenzione malattie) e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali – Direzione generale Prevenzione sanitaria

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Una risposta a Influenza suina: non facciamoci prendere dal panico

  1. Harlequin ha detto:

    Non capisco…immagino che per i media un’influenza a fine Aprile sia stata una manna dal cielo, perchè, dopo il terremoto di cosa parli?

    Ogni anno l’influenza “classica” provoca oltre 8000 decessi per complicazioni dovute alla sottovalutazione della malattia.
    Quindi, dove sarebbe l’aspetto sensazionale di questo “nuovo” virus? Pensavano che quello dell’influenza-es Australiana- non potesse essere letale?
    Inoltre, come si cura questa cattivissima influenza suina? Con gli antivirali!!! Ma no??? Che terapia innovativa…
    Come si trasmette? Come l’influenza “normale”. Sconvolgente, vero? Meglio chiudersi in casa, questo virus è proprio tremendo, non perdona, una nuova pandemia…ma per favore!
    Ogni anno muoiono 1 milione di persone per la malaria, 2 milioni di tubercolosi e via così…
    Ovviamente, ti ammali in Burundi e muori, mentre nei paesi ricchi guarisci in fretta.
    Fermo restando che questa “pandemia” mi sembra un falso allarme, duole constatare che soltanto quando qualche malattia rischia di colpire i paesi ricchi fa notizia. Se i 100 e passa morti fossero stati negli Usa, come si sarebbero comportati i mezzi d’informazione?

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