Democratici solo a parole

25-aprile

Ieri ero a Milano alla manifestazione per il 25 Aprile. Il corteo si è svolto in modo ordinato e tranquillo, in un clima molto bello.

Una volta arrivati in piazza Duomo, la folla si è radunata intorno a un palco dal quale sono intervenute diverse personalità politiche. Tra questi il presidente della Regione Lombardia Formigoni. Mi ha colto di sorpresa la reazione della piazza: mi aspettavo certo qualche fischio, una contestazione, ma a dire il vero tutto il suo discorso è stato sovrastato da urla, fischi e insulti. Il volume della contestazione era talmente alto che a fatica si distinguevano le parole pronunciate da Formigoni.

Sono rimasto negativamente colpito da questa scena: sicuramente la maggior parte delle persone presenti era di sinistra, e per come lo intendo io, l’essere di sinistra (ma non solo, direi essere persone civili) vuol dire anche e soprattutto saper ascoltare gli altri. Vuol dire ascoltare anche chi la pensa in modo diverso da te, e nel caso replicare in seguito, rispondendo però con idee e ragionamenti, non con insulti e fischi.

Ogni 25 aprile si accusano gli esponenti di centrodestra che tengono un discorso di essere falsi e non riconoscere l’importanza della Liberazione: ma non credo che tutti la pensino così; da Formigoni ho sentito parole condivisibili e altre meno: poteva essere contestato per singole espressioni e concetti, ma non così, a priori.

Che tristezza vedere che resistono questi atteggiamenti anacronistici, illogici e autolesionisti: finchè la sinistra non cambierà, anche sotto questo profilo, non avrà speranza.

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23 risposte a Democratici solo a parole

  1. sam ha detto:

    Non so a milano, ma a roma è stato scandaloso.
    Non ho capito davvero il senso di sfilare con bandiere della palestina e di cuba, peraltro indossando magliette del che!
    Io volevo commemorare la liberazione, invece mi sono ritrovato in mezzo a una celebrazione del comunismo!!! Ma dove vogliono andare….

  2. ludovec ha detto:

    Sarebbe stato meglio se non ci avessero liberati…
    Patetici i commenti di oggi-sia di destra che di sinistra- su comunisti e fascisti, su chi fosse dalla parte giusta.
    Gli unici che si sono sempre schierati correttamente sono stati i democristiani. Dalla liberazione ad oggi.

  3. bat59 ha detto:

    @ludovec
    I democristiani hanno combattuto contro il fascismo. Ed era la parte giusta.

  4. alice ha detto:

    @bat59

    non tutti: esponenti del PPI scelsero di uscire da questo partito e di fondare il Centro Nazionale italiano che collaborò attivamente col partito fascista, dal quale venne sostanzialmente inglobato.
    D’altra parte gli stessi rapporti tra la chiesa cattolica e regime fascista, quantomeno in via ufficiale, furono caratterizzate da collaborazione e concessioni reciproche

  5. Mich ha detto:

    Beh, complimenti alla solita stupida biomassa che svantola le bandiere di Cuba (o peggio).
    Durante la festa della liberazione, l’esaltazione di un nemico storico dei liberatori denota grande coerenza davvero.

  6. sam ha detto:

    Se per parte giusta intendete una parte che impicca i nemici in piazza, mi chiedo cosa diavolo la differenzi dalla parte sbagliata!!!
    Scusate ma davvero pensate che i partigiani erano tutti rossi e che i fascisti erano pochi e cattivoni??
    Forza dell’8 settembre

  7. batta ha detto:

    Sam, i partigiani non erano tutti rossi, e i fascisti non erano pochi: però erano cattivoni (i fascisti).

    🙂

  8. sam ha detto:

    Più cattivi di stalin, batta?

  9. batta ha detto:

    Ma io vorrei proprio capire perchè ogni volta si tira fuori Stalin… ma in Italia Stalin ha mai fatto qualcosa a qualcuno? Non capisco. Quando si parla di fascismo e di Liberazione si parla di Italia, e se vogliamo essere seri e mantenere il discorso entro limiti ragionevoli non si può non ammettere che c’era una parte giusta e una sbagliata.

    Poi concordo assolutamente con chi dice che anche la dittatura comunista fu terribile per alcuni aspetti tanto quanto quelle nazista e fascista. Ma mi sembra che si usi questo argomento un po’ a sproposito.

  10. DaViDe ha detto:

    “Il fascismo fu dunque un male
    assoluto? No, non lo fu. Il fascismo produsse anche buone istituzioni sociali, Inam, Inps, colonie montane e marine per
    ragazzi, opere pubbliche, ecc. di cui godiamo ancora oggi. Per questo la recente polemica mi sembra strumentale. Il
    fascismo fu un regime pieno di pecche, anche mortali come le suddette leggi, ma agli occhi di chi l’ha vissuto, seppure
    da ragazzo come l’ho vissuto io, non fu il male assoluto, per nostra fortuna”

    Queste le emblematiche parole di Sergio Romano.
    “Se il regime fosse stato davvero «male assoluto», la Repubblica democratica avrebbe dovuto dissolvere tutte le istituzioni create nel corso del Ventennio, abolire il codice
    civile, sopprimere l’Iri, restituire la Banca d’Italia alla legislazione prefascista, eliminare la legislazione previdenziale e
    assistenziale. La Repubblica, invece, conservò molte di quelle cose perché erano state fatte da uomini competenti”

  11. Harlequin ha detto:

    Mi sorge una domanda…
    Se da domani un gruppo-numeroso- di estrema destra si arroccasse tra le montagne, facendo guerriglia contro le istituzioni democratiche di oggi-il Pdl è comunque democratico- e, dopo un’accesa lotta, supportato anche da agenti esterni-vedi le destre europee(è un ragionamento per assurdo)-, vincesse, come verrebbe ricordato 50 anni dopo? Consideriamo che avrebbe poi tutto il tempo di demolire e demonizzare la repubblica di oggi-se fosse una dittatura sarebbe più facile-.
    Ci sarebbe la festa del 28 Aprile, la liberazione dai poteri corrotti che governarono l’Italia dal secondo dopoguerra?
    Ciò che voglio dire è che il vincitore-o i vincitori- appaiono sempre come “quelli dalla parte giusta”, perchè è facile costruirsi questa posizione dopo la vittoria. Ma è realmente così?
    Non voglio dire che i partigiani fossero dei criminali, per quanto ho potuto studiare-io non c’ero allora- non lo penso assolutamente. Tuttavia, la storiografia, come detto prima, resta nelle mani dei vincitori.
    Solo, mi interessano possibili vostre riflessioni.

  12. sam ha detto:

    Già uno che mi dice “fu terribile per ALCUNI aspetti tanto quelle nazista e fascista” mi fa capire che la serietà l’ha messa in panchina per far giocare l’ideologia.
    Meglio che mi fermi qui.
    Non voglio parlare di cose successe quando non solo non ero nato, ma nemmeno ero stato programmato. A differenza di qualcuno.
    Non si possono giudicare le situazioni finche’ non ci sei dentro, certo ci sono i libri, ma i libri sono scritti dai vincitori ( ah no scusa, dalla parte giusta…)

  13. DaViDe ha detto:

    Concordo pienamente con te, Harlequin.
    Il fascismo raccontato da taluni storiografi nostrani si discosta parecchio da quello descrittoci da Churchill o Gandhi. Chi può dire chi abbia davvero ragione.
    Ritengo che, per quanto possano talune fazioni appropriarsi dei vessilli e degli slogans, sia difficile ora capire cosa significasse esser fascisti allora. Ci rimangono i racconti dei nostri nonni… nei quali peraltro la parte sbagliata è, almeno nelle mie esperienze, rappresentata sempre dai nazisti.
    Mi piace concludere con una frase del grande Montanelli, acceso fascista negli inizi e oppositore in seguito alle tendenze razziste:”fui balilla. Non perdo occasione per ricordarlo, ma neanche di ripetere che non ne chiedo scusa a nessuno”

  14. ludovec ha detto:

    Evitiamo di dipingere i partigiani come bonaccioni e i fascisti come cattivoni, batta, per piacere.
    Negli anni successivi, gli italiani hanno dimostrato di preferire chi stava lontano dagli eccessi, fossero di sinistra o destra. CENTRO, CENTRO, CENTRO. Allora, Democrazia Cristiana. Oggi?

  15. batta ha detto:

    Sam, mi dispiace ma non sono io che ho cominciato a parlare di cose successe quando non ero nato!
    E comunque, solo per il fatto di non aver vissuto direttamente un’esperienza non ne dovremmo parlare? Non la penso così; altrimenti non potremmo parlare quasi di niente.

    Penso piuttosto che un dibattito aperto e franco come questo, grazie anche ai vostri contributi, sia sempre utile, anche se difficilmente si arriverà a una posizione comune sull’argomento.

  16. Mich ha detto:

    “Ma io vorrei proprio capire perchè ogni volta si tira fuori Stalin… ma in Italia Stalin ha mai fatto qualcosa a qualcuno? Non capisco.”

    Sono allibito.
    Vedi, Batta, io una volta usavo i libri di storia per pareggiare le gambe del tavolo, poi ho capito a cosa servono.

  17. sam ha detto:

    “E comunque, solo per il fatto di non aver vissuto direttamente un’esperienza non ne dovremmo parlare? ” E subito non parli di stalin.
    Chiaro che qui non si parla di parte giusta o parte sbagliata: qui si parla della tua parte contro un’altra. stop

  18. batta ha detto:

    Sam ne stai facendo una questione personale, quando non lo è affatto; io esprimo solo le mie idee così come fai tu, non ci vedo niente di male!

    Mich, a cosa servono? Non credo di aver colto l’allusione… 🙂

  19. Mich ha detto:

    Servono a studiare Batta.
    Spero che quel tuo post infelice sia stato causato da semplice ignoranza..

  20. Harlequin ha detto:

    Sì, Mich, ma torniamo al discorso di prima-almeno per me-.
    Una volta crollato il comunismo, è facile demonizzarlo totalmente.
    Su Stalin, penso fosse un individuo con una minima considerazione della persona umana, il suo fine era il progresso e il potenziamento del suo paese, ad ogni costo-si stimano 20.000.000( ventimilioni!) di morti tra campi di lavoro ed epurazioni varie-.
    D’altra parte, il suo progetto è parzialmente riuscito, perchè la Russia, anche dopo la rivoluzione d’ottobre, era terribilmente arretrata, nelle campagne vi erano condizioni quasi medievali. Logico che, modernizzando in breve tempo il paese, il prezzo sia stato altissimo, così come lo shock per i russi-contadini soprattutto-, stravolgendo i loro usi.
    Quindi, certamente fu un tiranno, ma grazie a lui il paese divenne una potenza mondiale.
    Al momento della sua morte, anche alcune persone cui Stalin aveva fatto uccidere i parenti prossimi raccontano di aver pianto. Dev’essere stato come aver perso il padre della patria, l’uomo che con la sua personalità, garantiva il funzionamento, seppur dispotico, di quella gigantesca terra che era l’Unione Sovietica.
    Tutto questo, per dire che i russi non mangiavano bambini finchè non è arrivato Putin, l’amichetto di Silvio-da dove arriva Putin????-.
    Il comunismo ha avuto anche i suoi lati positivi.

  21. Harlequin ha detto:

    In questo modo si ritorna sul discorso di prima-almeno per quanto mi riguarda-.
    E’ facile demonizzare il comunismo, una volta crollato.
    Comunque, per quanto ne so, non mi sembra corretto dipingere Stalin soltanto come un orco cattivo e agitarlo ogni 3×2 come uno spauracchio.
    Certamente Stalin era un individuo con una grande considerazione di sè-un pò come Brunetta- e un’ancor più grande considerazione per il suo paese, a scapito delle singole persone.
    Infatti, si stima che perseguendo il suo progetto abbia causato 20.000.000-ventimilioni!- di morti, tra campi di lavoro ed epurazioni varie. Personalmente, più che dai moltissimi omicidi politici-Bucharin, Kamenev, Zinov’ev e Trockij(in Messico!) su tutti-, sono rimasto colpito dal durissimo modo in cui trattò i contadini, che rappresentavano i 4/5 della popolazione russa.
    D’altro canto, per modernizzare e industrializzare l’Unione Sovietica fino a renderla una grande potenza, era necessaria una tale decisione.
    Infatti, dopo la rivoluzione d’ottobre, la Russia era terribilmente arretrata, nelle campagne vigevano condizioni quasi medievali. Stalin in meno i 30 anni, ha cambiato le cose, ad un prezzo altissimo, ma è riuscito a trasformare la Russia in una delle più grandi potenze mondiali.
    Alla sua morte, persino alcune persone che avevano subito per causa sua lutti in famiglia raccontano di aver pianto. Dev’essere stato come perdere il padre della patria, quello che era il collante-grazie alla sua personalità- di quell’immenso stato che era l’Unione Sovietica.
    Se uno è convinto che il fine giustifichi i mezzi, Stalin fu un grand uomo.
    Io non ne sono proprio convinto, ma devo riconoscere che il comunismo ha avuto anche i suoi aspetti positivi-anche se ritengo che si potrebbe realizzare a pieno soltanto in un modo ideale-.
    Non limitiamoci a dire comunisti mangiabambini.
    Mi stupisce che Silvio sia tanto amico di Putin-da dove viene Putin???-.

  22. wowbagger42 ha detto:

    Da dove viene Putin?
    Faceva il finto turista ai tempi di Reagan, per mettere in difficoltà i capi di stato occidentali con brillanti domande studiate a tavolino…

  23. DaViDe ha detto:

    Il tuo discorso harlequin, da un punto di vista logico certo – moralmente, come hai sottolineato, definire stalin un grand’uomo è pretestuoso – non fa una piega: parimenti, possiamo ammirare Hitler per come riuscì a risollevare un Paese in ginocchio e renderlo una potenza europea.
    Ritengo che l’espressione “dare a cesare quel che è di cesare” sia calzante in questo senso: i posteri dovrebbero giudicare in base al rapporto tra errori e vittorie, e lo scarto tra di essi.
    Provo a spiegarmi meglio: gli errori, per una buona fama futura, non solo devono essere inferiori per numero ai successi; quelli devono non oscurare, con la loro gravità, la luce di questi ultimi.
    Esplicando: lo sterminio degli ebrei perpetuato da hitler – ragioniamo per assurdo che sia stato il suo unico sbaglio – lo condanna inesorabilmente, nonostante qualsiasi successo possa aver precedentemente conseguito.

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