Una prospettiva diversa

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foto di eMA! su Flickr

Perchè invece di delegare il controllo del territorio a gruppi di cittadini autorizzati dal sindaco e dal prefetto, magari con tanto di scorta della polizia per prevenire problemi, non si affronta la questione sicurezza da una prospettiva leggermente diversa? Spesso gli atti di violenza avvengono in zone delle città nelle quali il controllo delle forze di polizia è scarso o assente, ma non solo. Sono zone periferiche, dove ormai gli stessi abitanti hanno paura a muoversi dopo una certa ora di sera, o da soli. Sono le tipiche zone in cui anche i cittadini purtroppo hanno cominciato ad arrendersi all’idea che il mondo esterno sia troppo pericoloso (a torto o a ragione).

E allora, visto che si tratta di una questione di percezione, perchè non affidare un ruolo nella gestione del territorio proprio a quei cittadini? Non organizzando le ronde, perchè si sa che quelle finiranno per essere politicizzate, e alla meglio formate da giovanotti esuberanti. Piuttosto, spingere gli abitanti di un quartiere a uscire di casa, la sera, per una passeggiata con i vicini. Ora che si avvicina la bella stagione, sarebbe molto facile per esempio andare in gruppo in un parco, di solito evitato come zona pericolosa, sedersi e chiacchierare sulle panchine. La stessa cosa si potrebbe ripetere nelle vie meno frequentate e magari meno illuminate.

Riprendersi il territorio. E’ quello che è già successo a Milano, per esempio, come racconta Nando Dalla Chiesa. Un quartiere invaso da prostitute e spacciatori è tornato alla normalità quando gli abitanti hanno cominciato ad organizzarsi spontaneamente, senza alcuna connotazione politica o ideologica.

“…si è fatta largo un’idea di buon senso. Sempre rispettosa delle persone, sempre consapevole dei drammi delle prostitute-schiave, ma molto determinata: riprendersi il territorio. Il nome del “comitato delle sedie” è nato così. Dalla scelta di sedersi anche al gelo fuori a chiacchierare fino a molto tardi. Come nei paesi del sud, dove star fuori serve a vedere, parlare, e a prevenire eventuali presenze sgradite. E a far vita di comunità. Non per nulla la prima iniziativa è stata una bella serata dal pizzaiolo egiziano all’angolo sulla circonvallazione. Tutti da lui in segno di solidarietà, visto che rischia di chiudere per mancanza di clienti alla sera, con quel traffico davanti all’ ingresso.”

Una possibile soluzione al problema della sicurezza è il volontariato dei cittadini, non le ronde.

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