Tanti annunci, pochi fatti

nuclear_power_plant

Si è riaperto il dibattito sull’utilità e la sicurezza o meno del nucleare. Il Governo annuncia, facendo seguito ai programmi elettorali, che si è raggiunto un accordo con la società energetica francese a margine dell’incontro Berlusconi – Sarkozy. “Presto avremo le prime centrali”. Prima pietra entro la fine della legislatura, in funzione entro il 2020.

Tutto questo grazie anche alla collaborazione con i cugini francesi. Ma qualcuno si è preoccupato di andare a controllare cosa dice l’accordo firmato? Loro si. In realtà, Enel e Edf hanno firmato un Memorandum of understanding, un semplice documento in cui si afferma che: “[…] Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR […]” (European Pressurized water Reactor). Niente di definitivo mi sembra, anzi. Un generico accordo commerciale tra due aziende per la condivisione di know-how e l’instaurazione di un progetto comune.

Perchè invece di annunciare le centrali come già praticamente in fase di realizzazione, non ci si concentra sul merito del problema? Ha senso per esempio sviluppare la tecnologia nucleare con 50 anni di ritardo rispetto agli altri paesi? Non si corre il rischio che una volta in funzione, le nostre centrali adottino tecnologie già obsolete, vista la rapidità dello sviluppo tecnologico, anche in questo campo?

Si spacciano le centrali nucleari come soluzione al problema della dipendenza italiana al petrolio. Ma non mi risulta che disponiamo di ingenti riserve di uranio. Rischiamo solo di sostituire una dipendenza con un’altra. E alla fine il costo dell’energia per i cittadini potrebbe addirittura aumentare. Non sarebbe più oculato e lungimirante puntare sulle energie alternative e rinnovabili, sul risparmio energetico? Entro il 2020 potremmo fare passi da gigante, tanto da non avere più neanche bisogno delle centrali nucleari.

Già le prime reazioni, Cappellacci in Sardegna dice no a una centrale nella sua regione, mentre Formigoni in Lombardia si dimostra possibilista. Basterebbe lanciare al Governo una piccola sfida (e qualcuno lo ha già fatto): dicano entro breve quali sono i 4 siti designati per la costruzione delle centrali.

Bookmark and Share

Questa voce è stata pubblicata in informazione, italia, politica, scienza. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...