Ma cosa ci sta succedendo?

 

 

Io non so più cosa dire, come commentare tutto quello che si sente… Questo Paese cammina sull’orlo del baratro, se non cambia niente si finisce male.

Non dico niente, qui trovate la notizia degli insulti alla deputata radicale che ha denunciato violenze sui rumeni di Guidonia, se avete Facebook qui un bel gruppo contro di lei; e se avete coraggio leggetevi qualcuna delle migliaia di email che le sono state mandate. Io qui non le riporto per buongusto (qualcuna è anche educata, ma la stragrande maggioranza proprio no).

Ah, poi questo… su raiuno, sabato pomeriggio. Poi si lamentano di Santoro.

 

 

A Rita Bernardini va la mia solidarietà: non so se il suo gesto sia stato giusto o sbagliato, appropriato o meno. Non mi interessa, in realtà. Quello che è successo dopo, e sta succedendo, è vergognoso. Purtroppo nessuno sembra accorgersene, tutti presi dalla follia collettiva che avanza.

 

Bookmark and Share

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in italia e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

21 risposte a Ma cosa ci sta succedendo?

  1. roy ha detto:

    C’è coerenza tra quell’essere urlacchiante che i pupazzi di uno studio televisivo applaudono quando si accende l’apposito segnale e il clima generale.
    Una politica scadentissima ha bisogno di un’opinione pubblica scadentissima, affinché nessuno smascheri la sua incompetenza.
    La televisione serve egregiamente allo scopo di friggere i cervelli.
    Il prigioniero che per anni ha mangiato cibi avariati e sempre uguali crede che un tozzo di pane e una minestra annacquata siano cibo.
    Il telespettatore che ha bevuto per anni tre-quattro ore di liquami al giorno crede che i nostri governanti siano uomini politici.
    Sull’incompetenza mi pare che D’Avanzo abbia scritto cose chiare
    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/immigrati-3/davanzo-commento/davanzo-commento.html

  2. Alessandra ha detto:

    Se non mi sbaglio fu la BBC a dire che in Italia ciò che non c’è in televisione non esiste, e purtroppo credo abbiano ragione per la maggior parte delle persone.

  3. petronio ha detto:

    “Quanto giusta pensate che sia una sentenza che decreta morte?”, domandava De Andrè. Purtroppo gli uomini – quasi tutti – credono che esista una violenza giusta da contrapporre a una violenza sbagliata. Questo, secondo me, è il nocciolo della questione, su cui ci si dovrebbe interrogare (su cui ogni uomo nel suo intimo dovrebbe interrogarsi). Discutere sugli epifenomeni (la televisione, l’informazione, etc.), che sono solo conseguenze, non credo serva a molto. Anzi, è un alibi per non esaminare il vero problema.

  4. teo ha detto:

    Premessa: trovo molto poco cavalleresco colpire una persona incapace di difendersi. Solo se è incapace di difendersi.

    Detto questo: propongo di togliere i manganelli alle forze dell’ordine e dotarle di un piccolo e maneggevole megafono col quale intimare un perentorio “scusate, potreste cortesemente fermarvi e lasciarvi, sempre cortesemente e pacatamente, ammanettare?”

    A parte la facile ironia, capisco che la violenza genera violenza; che le forze dell’ordine non devono lasciarsi andare a violenze gratuite.
    Ma se vi foste trovati di fronte uno dei “piccoli incendiari” di Nettuno, in che modo l’avreste fermato? Immagino garbatamente.

  5. wowbagger42 ha detto:

    E’ la prima volta che sento della Bernardini.
    Ora che è riuscita a diventare famosa la propongo per la prossima isola.

  6. roy ha detto:

    “manganelli”? “forze dell’ordine”? ma cosa ci sta succedendo?
    L’arresto di cui si parla è avvenuto senza necessità di manganellare nessuno.
    Ciò di cui si discute è se, dopo l’arresto, gli arrestati siano stati sottoposti a violenze.
    Colpire una persona priva della libertà e quindi incapace per definizione di opporsi alla forza altrui, non è, simpaticamente, “poco cavalleresco”: è ciò che distingue – in negativo – un regime democratico da uno dittatoriale.
    E le vittime non sono sempre “gli altri”:
    <>
    Bertolt Brecht
    Lo sanno i ragazzi sudamericani torturati dalle “forze dell’ordine” nei garage, lo sanno i cinesi a cui nelle carceri, perché il gusto vien manganellando, vengono “poco cavallerescamente” prelevati gli organi.

  7. Mich ha detto:

    Roy, suvvia, perchè estremizzare così il ragionamento?
    Qua semplicemente ci è scappato un occhio nero, non mi sento certo in dittatura per un paio di cazzotti a degli stupratori.

  8. batta ha detto:

    Io sinceramente inorridisco a sentire questa leggerezza e superficialità di fronte a episodi del genere. Non so cosa pensare… Che voi vorreste vivere in un Paese che non rispetta i diritti dei propri cittadini? Pensate che queste cose riguardino sempre gli altri? Vi sbagliate.

    Ma non vi auguro di doverlo provare sulla vostra pelle.

  9. teo ha detto:

    “vorreste vivere in un Paese che non rispetta i diritti dei propri cittadini?” Fino a prova contraria NON sono cittadini italiani… Ora scusate i termini forti, ma qui francamente si esagera.
    Qui tutti vanno addosso alle forze armate italiane, ma mi pare che facciano un ottimo lavoro, in altri paesi i cari stupratori non sarebbero stati insultati, ma lapidati! Come ha indicato roy, andate a vedere cosa succede negli altri paesi.
    Ho detto che è poco cavalleresco colpirli gratuitamente: usiamo il termine ignobile. Giusto, nessuno lo mette in dubbio.
    Qui nessuno però ancora risponde alla domanda posta: se il pugno nero fosse volato durante il tentativo di fuga, cosa direste?

  10. batta ha detto:

    Speravo che nessuno sarebbe caduto nel “tranello”. E poi tu, teo… non studi giurisprudenza?
    Non sai che i diritti fondamentali sono concessi a tutti gli esseri umani, cittadini o meno? Non sai che anche se la Costituzione si rivolge direttamente ai cittadini, è ormai conquista pacifica che i diritti si estendano anche ai non cittadini? Perchè allora si discuterebbe sull’obligo dei medici di denunciare i pazienti irregolari? Loro hanno diritto alla salute, anche se non cittadini. E hanno anche diritto all’incolumità fisica, esattamente allo stesso modo in cui ce l’hai tu, cittadino italiano.

    La domanda è superflua: il pugno NON E’ volato durante il tentativo di fuga. Punto. (sempre che sia volato realmente)

  11. teo ha detto:

    Hai risposto alla mia domanda, batta.
    Tu sei uno di quelli che avrebbe garbatamente chiesto di non scappare ai fuggiaschi.
    La pensiamo diversamente.
    Rispondi sempre appellandoti all’astrattezza, mai giudicando concretamente.
    Dici cosa c’è scritto di fare, non cosa avresti fatto.
    Se studiare giurisprudenza vuol dire ripetere e prendere per giusto e santo ciò che dice la costituzione, io non l’ho mai studiata, dico il vero.

  12. batta ha detto:

    Male, tutti dovrebbero studiarla perchè non è un pezzo di carta contenente formule astratte: come tutte le norme, influenza la nostra vita, anche se ci sembra in minima parte.

    E mi pare che tra il chiedere garbatamente e l’essere violenti contro un detenuto, ci passi un abisso.

  13. petronio ha detto:

    Secondo me, la cosa preoccupante non è tanto il cazzotto dato dai poliziotti – che è ovviamente sbagliato ma può capitare -, quanto le reazioni della gente manifestate (via mail) contro l’onorevole radicale, e lo sproloquio del pelatino in televisione. Trovo tutto ciò di una violenza agghiacciante, e non mi sento per nulla compartecipe di una comunità che così sente e ragiona. E quando poi, per convincerti, ti dicono “se avessero violentato tua figlia o tua sorella” la penseresti diversamente e vorresti anche tu ucciderli, mi corre un ulteriore brivido nella schiena: in questo paese (o in questo mondo) è per tutti ovvio e normale che tua figlia conti di più della figlia degli altri…

  14. wowbagger42 ha detto:

    C’è bisogno del pezzetto di carta per dire che non si picchiano i detenuti, che non si stupra la prima donna che passa per la strada, che le minorenni non dovrebbero rifarsi il seno…
    Ma che tristezza.

  15. teo ha detto:

    Vedo che però non ti hanno insegnato la precisione: non ho detto detenuto… parlo di fuggiasco.
    Inoltre vedo che svicoli dalla mia affermazione.
    Mai affermato che è male studiare la costituzione, bensì è male considerarla un dogma inattaccabile.
    Rischi di rimanere schiavo della forma…

  16. teo ha detto:

    rivolto a batta. scusate petronio e wow, abbiamo scritto quasi in contemporanea!

  17. batta ha detto:

    giusto wow, che tristezza… è questo ciò che sento quando penso a quest’italia

    teo, chiarisco la mia posizione. Se bisogna arrestare qualcuno e questo oppone resistenza, si devono impiegare tutti i mezzi opportuni, anche la costrizione fisica ovviamente. Ma non la violenza gratuita ed eccessiva: questo mai, che sia fuggiasco, detenuto, libero cittadino, quello che vuoi.
    E comunque continuo a pensare che tu hai tirato fuori questa ipotesi del fuggiasco, ma in realtà non c’entra niente ed è fuorviante rispetto al caso concreto. Qui si parla di maltratamenti in carcere.

    E sono anche d’accordo con te sul fatto che quello che conta nella Costituzione è la sostanza, non la forma. Ma evidentemente, stando al tuo ragionamento, ci sono alcuni principi che non condividi: quali? L’uguaglianza forse? Per te (o per altri) un italiano e un rumeno non sono uguali? Uno stupratore e un rapinatore (che sicuramente sono diversi per quanto riguarda reato commesso e conseguente pena) non hanno gli stessi diritti?

  18. teo ha detto:

    La costituzione italiana non è fatta solo dei diritti fondamentali….
    Poi, si parla di eguaglianza, non di uguaglianza, siamo precisi per favore.
    Ultimo, rimango convinto che la costituzione non possa essere presa così come è come dici tu.
    Fino alla sentenza 203 del 1989, mica era scontato che l’italia fosse un paese laico…formalmente…

  19. wowbagger42 ha detto:

    Ma cosa vi sta succedendo?

  20. batta ha detto:

    Ti ho solo chiesto se c’è qualcosa in particolare!

    Scusa wow ci siamo appassionati nella discussione! 🙂

  21. roy ha detto:

    @mich
    le dittature non compaiono all’improvviso: se ne accetta la possibilità, accettando progressivamente la perdita dei principi della democrazia, in cambio di “qualcosa” che apparentemente ci tranquillizza.
    Citavo, senza citarlo, Bertolt Brecht, che scrisse:
    <>
    I campi di concentramento nacquero con l’approvazione dell’opinione pubblica. Nel 1933 il capo della Polizia, il signor Himmler, chiede norme più severe in materia di sicurezza, perché i cittadini si lamentano. Soprattutto dei mendicanti, e soprattutto se non tedeschi. Che quindi vengono schedati. E possono essere fermati e trattenuti in “centri” senza controllo dei magistrati (sciocchi, che li vogliono “mettere fuori”). I mendicanti. Poi i senza dimora, poi i senza documenti, poi altri stranieri, poi qualche oppositore tedesco, poi qualche ebreo, poi qualche slavo, poi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...