Dov’è finita la sicurezza?

carabinieri2

 

Pare che purtroppo a Roma e dintorni continuino ad avvenire stupri, da quello dei turisti stranieri, a quello della festa di capodanno, fino all’ultimo, dell’altro giorno.

L’unica cosa che il Ministro dell’Interno e il sindaco di questa città sanno dire è: “Dal 4 febbraio partirà la seconda fase dell’operazione militari in città. I tremila militari finora impiegati hanno dato eccellenti risultati, dobbiamo disporli meglio.”

Perchè non si riesce a capire che i militari non servono a niente per contrastare questi problemi? Molto più utile sarebbe una riorganizzazione delle polizie, per controllare meglio il territorio: ma tutto il territorio, perchè è inutile che a piazza di Spagna o in piazza Duomo a Milano ci siano i militari, così la gente si sente “sicura”, e i turisti li possono fotografare, se poi appena uno si sposta verso la periferia non può andare in giro tranquillo. Chi sono queste persone così miopi che governano le nostre città e che non capiscono questa semplice cosa? Non mi sembra sia complicato.

Per non parlare poi della propaganda, per cui a inizio 2008 c’era l’emergenza sicurezza, e la città di Roma ha cambiato sindaco proprio grazie a una campagna elettorale giocata su questo, mentre ora che il sindaco in questione è in carica da quasi un anno certi brutti episodi continuano ad accadere, ma non mi sembra si gridi più allo scandalo.

Ho già sostenuto questa tesi, secondo cui le emergenze esistono si, ma vengono controllate e fomentate ad arte e per scopi politici. Vorrei tanto sbagliarmi, ma continuo a vedere conferme di questo fatto.

UPDATE: del resto, basta guardare i dati.

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6 risposte a Dov’è finita la sicurezza?

  1. teo ha detto:

    Nota: continuo a ritenere che non sia pensabile un controllo totale del fenomeno stupro.
    Inanzitutto, la maggior parte delle violenze sessuali non sono nemmeno denunciate ed avvengono tra le mura domestiche: vogliamo mettere un poliziotto in ogni casa?
    Secondo, concordo con te batta sul fatto che magari le forze dell’ordine dovrebbero vigilare non sulle piazze pubbliche ma nei luoghi a rischio, tuttavia non è inutile ricordare come spesso siano le vittime stesse a cercare un luogo isolato per appartarsi. Non diamo sempre la colpa alle forze dell’ordine che non svolgono il proprio compito, oppure al governo che li gestisce male.
    Diamo magari qualche responsabilità anche a coloro che vorrebbero essere protetti.
    Evitiamo le feste troppo scalmanate? Va bene, così scateniamo una bella rivoluzione giovanile o di qualche madre imbecille che dice “mio figlio è un bravo ragazzo”.
    Infine, se poi qualche poliziotto prende a manganellate (attenzione, nell’esercizio del suo dovere e per giusto motivo) uno stupratore, evitiamo di dire “sono anche loro persone”.
    Questa ipocrisia è fastidiosa. I diritti bisogna anche guadagnarseli…

  2. batta ha detto:

    Bè teo mi dai l’assist per un paio di battute che ero riuscito a trattenere… piuttosto che un polizotto in ogni casa servirebbe un poliziotto per ogni donna, così sostiene il nostro Presidente del Consiglio.

    E condivido il tuo appunto sul comportamento delle vittime: spesso il loro comportamento rasenta la pura incoscienza, andarsi ad appartare in una stradina di campagna di notte non mi sembra una grande idea. Con tutto il rispetto poi per il fatto che sono “vittime”, però potevano stare più attenti.

  3. roy ha detto:

    @teo “qualche poliziotto prende a manganellate (attenzione, nell’esercizio del suo dovere e per giusto motivo) uno stupratore”;
    francamente mi sfugge come possa accadere, operativamente.
    Non mi risulta che vi siano manifestazioni e cortei di stupratori che degenerano in attacchi alla polizia che deve reagire a manganellate; le indagini sui reati di violenza sessuale si svolgono, direi, con altri mezzi; da circa duecentocinquant’anni il pensiero umano ha scoperto che le bastonature in piazza come sanzione penale non servono a un cavolo.

  4. teo ha detto:

    @roy: cito l’esempio della ragazza violentata alla festa.
    Se qualcuno se ne accorgeva ed interveniva (buttafuori o comunque qualcuno che doveva sorvegliare eventuale degeneri) scommetto che avrebbe dovuto rispondere per lesioni e percosse.
    Non mi pare giusto.
    Ma come dici tu evidentemente il pensiero umano ha capito che non servono a nulla le bastonature in piazza (ma poi chi ha parlato di piazza? uno stupratore in piazza? li allora non si parlerebbe di bastonatura, ma di linciaggio).
    Spero che un giorno il pensiero umano capisca anche che non bisogna lasciarli liberi…. questo non l’ha ancora fatto a quanto pare

  5. alice ha detto:

    Io, invece, spero che un giorno il pensiero umano arrivi a capire che ovunque si trovi una donna, o un uomo e comunque siano vestiti e qualunque sia il loro atteggiamento, anche se incosciente, nessuno ha il diritto di violentarli.
    Le sanzioni penali “definitive” o esemplari, storicamente tra l’altro inutili, le considero sinonimo di inciviltà, negano qualsiasi possibilità di revisione critica e di miglioramento soggettivo, che ritengo sempre possibili.

  6. batta ha detto:

    Hai ragione Alice, ed è proprio questo che qualcuno faceva notare nei confronti di chi subito ha gridato allo scandalo per la notizia che lo stupratore di Capodanno è stato messo agli arresti domiciliari. I magistrati non possono e non devono “mandare messaggi” con decisioni esemplari: devono solo applicare la legge.

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