Terrorismo di Stato

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“Terrorism is the systematic use of terror. At present, there is no internationally agreed definition of terrorism. Common definitions of terrorism refer only to those acts which are intended to create fear (terror), are perpetrated for an ideological goal (as opposed to a lone attack), and deliberately target or disregard the safety of non-combatants. Some definitions also include acts of unlawful violence and war.” […]

(tratto da Wikipedia – versione inglese, 14/01/2009)

In occasione dei tragici fatti di Gaza, si è riaperta la discussione su cosa possa considerarsi terrorismo: anche i lettori di questo blog si sono interrogati sull’esistenza di una definizione chiara del termine. Il fatto è che una definizione universalmente accettata di terrorismo non esiste: troppe sono le sottili variabili che entrano in gioco e rendono difficile definire questo fenomeno. Ma ci si prova: con risultati molto diversi, devo dire.

Mi scuserete se ho riportato sopra la definizione in inglese, ma quella in italiano lascia alquanto a desiderare, e non è che un eufemismo, in quanto ad esattezza ed enciclopedicità: ma purtroppo questo sembra essere un problema generale di Wikipedia versione italiana.

Leggendo la definizione che ho citato, che mi sembra abbastanza corretta anche se suscettibile di miglioramenti, non posso fare a meno di pensare che ovviamente la strategia di Hamas è da definire come “terrorista”, ma anche il comportamento di Israele potrebbe rientrare nella definizione, e in pieno. Pensateci.

Solo per restare a questa definizione, ma potremmo provare con una descrizione di terrorismo presa su qualunque vocabolario: “atti che vogliono creare paura, terrore” non sono forse le settimane di bombardamenti a tappeto che hanno preceduto l’azione di terra a Gaza? Del resto, la strategia è nota e usata fin dalla seconda guerra mondiale, passando per Vietnam e due guerre del Golfo: prima si bombarda, per fiaccare la resistenza (non solo fisica, ma anche morale) del nemico, e solo dopo si passa all’azione vera e propria.

Non credo che Israele abbia come “obiettivi dichiarati” i civili palestinesi, questo no, ma mi sembra che “non si preoccupi della sicurezza dei non-combattenti”: lanciare da un aereo dei volantini dicendo a migliaia di persone che sono in una zona pericolosa che verrà bombardata, farlo ad attacco già in corso e soprattutto in una zona come Gaza, una striscia di terra di 5×40 km, coi confini sigillati e una delle più alte densità abitative del mondo, non mi sembra una grande idea. 1000 morti in meno di un mese non rientrano nel mio concetto di operazione mirata a distruggere solo i bersagli militari strettamente indispensabili.

Infine, molte definizioni di terrorismo includono il concetto di “violenza o guerra esercitata o dichiarata al di fuori della legge” internazionale: quale legge internazionale sta rispettando Israele attaccando e occupando territori al di fuori dei suoi confini? Certo avrebbe il diritto di difendere la propria esistenza, ma solo se questa fosse davvero messa a rischio! E ciò non accade, oggi.

E sia chiaro che non ho mai pensato di difendere Hamas, che ritengo un’organizzazione terroristica e la rovina di tutti i Palestinesi che vorrebbero vivere in pace.

Ce ne sarebbero di cose da dire, per ora mi fermo qui perchè non si può scrivere un solo post sulle mille facce e ragioni di una guerra che è iniziata al tempo dei nostri nonni e di cui non si vede la fine.

 

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10 risposte a Terrorismo di Stato

  1. petronio ha detto:

    I civili non saranno gli “obiettivi dichiarati” di Israele, non saranno omicidi con dolo intenzionale. Ma – io credo – con dolo quantomeno diretto, sì. Il che non muta la pena edittale…

  2. Mich ha detto:

    Secondo il tuo modo di vedere, Batta, ogni guerra sarebbe ‘terrorismo’. Da Giulio Cesare a Hitler.
    Riguardo ai bombardamenti (che non sono “a tappeto”) come tattica psicologica..beh, Israele negli anni passati ha fatto esperimenti di psyops in quel senso (bang sonici su Gaza, e cose del genere) ma oggi, contro Hamas, mi pare che abbia poco senso..la questio0ne è complicata.
    Oltre ai volantini, citerei anche il roof-knocking che, anche se non lo sapremo mai, magari qualche morto di troppo l’ha risparmiato.

  3. Mich ha detto:

    Ci terrei a linkare uno dei pochi articoli che ho apprezzato su questo argomento, che esprime, in modo infinitamente più corretto e pacato di quanto potrei fare io, il mio pensiero.

    http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_14/ramallah_levy_387eb5b6-e211-11dd-b227-00144f02aabc.shtml

    (Batta, se non va il link sistemi tu? Ah, bell’idea la notifica per email delle risposte! )

  4. alice ha detto:

    Sembra anche a me che le posizioni e le azioni di Hamas e di Israele siano assimilabili e rientrino entrambe nel concetto di terrorismo. Il mancato riconoscimento della Palestina come stato da parte della comunità internazionale, a seguito della vittoria elettorale di Hamas, complica la possibilità di qualsivoglia intervento dirimente a livello internazionale, a discapito naturalmente della popolazione civile di entrambi i territori. In proposito vi segnalo http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=116260

  5. roy ha detto:

    Posso fare una richiesta?
    Usare come fotonotizia la bandiera con la stella di Davide sotto quel titolo mi evoca pessimi esempi e credo urti la sensibilità di altri.
    Ho visto i link: @alice ci invia al bel volto pulito di una persona di Nazareth: perché non sostituire la bandiera con la foto di quel giovane?

  6. batta ha detto:

    Confesso che l’immagine l’ho scelta un po’ in fretta, non come faccio di solito (se sapeste quanto ci vuole a trovare una bella foto per ogni articolo; a volte quasi quanto scriverlo).
    Ma posso sapere cosa ti evoca roy?

    Dopodichè, posso certamente cambiarla se urta la vostra sensibilità!

  7. roy ha detto:

    è un’idea personale: ma l’associazione della critica “forte” contenuta nel titolo alla bandiera di Israele mi fa pensare alle bandiere bruciate, in un gesto stupido e perciò pericoloso: perché come diceva Eduardo sono più pericolosi i fessi dei cattivi

  8. batta ha detto:

    Ovviamente non era mia intenzione alludere a niente del genere, ma sono d’accordo con te e quindi cambio l’immagine.
    Mi sembra che si sia esagerato con le foto di bambini e di guerra, quindi…

    (siate comprensivi, è difficile!)

  9. bat59 ha detto:

    @petronio: non capisco bene il ragionamento sugli obiettivi civili ma credo che come spesso accade – anche se si fa finta di pensare ad un attacco militare come ad una cosa vagamente ‘pulita’ – semplicemente, l’esercito che attacca spara su tutto e tutti, e chissenefrega se sono combattenti, civili, donne, bambini, medici o giornalisti.
    L’inviato del Corriere della Sera, dopo aver avuto assicurazioni dalle autorità militari israeliane di poter percorrere una strada da Israele a Gaza è stato fermato (non ‘per sempre’, ma solo per miracolo) dai militari israeliani a colpi di mitra
    http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_17/israele_pronto_a_fermare_i_soldati_lorenzo_cremonesi_89ccf372-e466-11dd-98be-00144f02aabc.shtml

  10. petronio ha detto:

    @bat59: la mia era una considerazione “a sostegno” di quello che scriveva batta (“Non credo che Israele abbia come “obiettivi dichiarati” i civili palestinesi, questo no, ma mi sembra che “non si preoccupi della sicurezza dei non-combattenti””). Anzi, ritengo che batta sia stato fin troppo cauto, e pertanto dicevo che, pur non avendo Israele come obiettivo quello di uccidere mille e duecento civili, pur tuttavia credo che avesse previsto molto bene che sarebbe successo, e ciò non è bastato a dissuadere i militari dall’azione. Dico questo perché, partendo io dal presupposto che quasiasi atto di violenza militare sia sbagliato e assurdo (finanche – forse – la legittima difesa…), ho notato una certa (eccessiva) “delicatezza” nel giudicare la questione. Come se si avesse timore, criticando Israele, di passare da antisemiti. A mio giudizio, bombardare una striscia di 5 per 40 km (mi pare che le dimensioni siano queste) con la più alta densità abitativa del pianeta è un atto di rara atrocità, chiunque lo faccia (anche se è Israele), e qualunque ne sia la ragione. La indubbia complessità della questione che sta alla base del conflitto, e le indubbie colpe “terroristiche” di Hamas non sono una giustificazione sufficiente.

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