Sull’attacco a Gaza

gaza

 

Mi sembra che una buona posizione sulla situazione di Gaza si quella suggerita da Gilioli:

Il fatto è che la complessità e le infinite varianti di un conflitto in corso da quando qui avevamo ancora De Gasperi sono largamente superiori alla quantità di letture e di esperienze che ho fatto in merito

[…]

Ecco: la quantificazione delle ragioni e dei torti in quel conflitto mi pare più indicibile della metafisica secondo Wittgenstein. Quindi, sto semplicemente zitto per limitare il numero di cazzate che già abitualmente riverso in queste pagine.

Questo non vuol dire che non abbia una mia posizione e una mia idea su ciò che sta succedendo, ma solo che non vorrei aggiungere altro alle banalità e stupidaggini che si sentono in queste occasioni, perchè avendo troppe cose da dire si rischia di essere confusi e poco efficaci.

Piuttosto, penso sia più utile segnalarvi qualche articolo interessante: un giornalista dell’Indipendent perde il padre nei bombardamenti, l’invito a Israele a smettere di pensare in termini militari, una descrizione di Hamas un po’ diversa dall’immagine stereotipata che ne abbiamo; e questo post di Leonardo, di rara chiarezza e passione, da leggere fino in fondo.

Infine vi invito a non utilizzare solo i canali tradizionali per informarvi sul conflitto in corso, ma anche quelli messi a disposizione da Internet: twitter e flickr, per esempio, danno un’idea di cosa sta succedendo attraverso le parole e le immagini di chi vive lì.

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12 risposte a Sull’attacco a Gaza

  1. teo ha detto:

    Confusionarie e inefficaci parole, in bilico tra banalità e stupidaggine.
    A volte basta la semplicità di un gesto, frutto di un umile pensiero.
    Persone come lo schivo Kanoute ce lo ricordano.

  2. batta ha detto:

    Grazie teo; per rendere a tutti più chiaro di cosa si parla: http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2009/01/08/kanoute.shtml

  3. Androkos ha detto:

    Magari ti può interessare anche il Diario dalla Palestina di Giovanni, che è volontario di Amal a Betlemme, e che da ieri puoi trovare anche sull’Unità. Questo è il blog: http://www.distantisaluti.com/

  4. roy ha detto:

    “Un telegiornale qualunque di un giorno qualunque […] Immagini di poveracci che piangevano sui cadaveri dei loro familiari, un furgoncino con corpi avvolti nelle lenzuola, forse una decina morti veri e disperazione vera, ma per “equità” d’informazione […] sono passate immagini anche dei danni alla parte israeliana: una ragazzotta in lacrime, con il cellulare in mano, che piangeva il suo orsachiotto di peluche incenerito. Poi di nuovo altre immagini di altri morti e feriti, veri, palestinesi, bimbi insanguinati, e giustamente per equità d’informazione, il telegiornale (non avendo altro) passa di nuovo le stesse immagini della stessa ragazzotta, con lo stesso cellulare”.
    Cito la fonte http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id_articolo=13853
    per chi vuole leggere il testo integrale.
    Non è che per caso l’equidistanza in alcuni casi è idiota?

  5. wowbagger42 ha detto:

    All’associazione “amici di kanoutè”, per “stupida” equità, ecco dicembre 2008:

    Dec 27, 2008 – Beber Vaknin, 58, of Netivot was killed when a rocket fired from Gaza hit an apartment building in Netivot.

    Dec 29, 2008 – Hani al-Mahdi, 27, of Aroar, a Beduin settlement in the Negev was killed when a Grad-type missile fired from Gaza exploded at a construction site in Ashkelon; 16 other workers were wounded. Hamas claimed responsibility for the attack.

    Dec 29, 2008 – Irit Sheetrit, 39, of Ashdod was killed and several wounded when a Grad rocket exploded in the center of Ashdod. Hamas claimed responsibility for the attack.

    Dec 29, 2008 – Warrant Officer Lutfi Nasraladin, 38, of the Druze town of Daliat el-Carmel was killed by a mortar attack on a military base near Nahal Oz.

    E per chi avesse voglia di leggersi gli ultimi 8 anni (e relativi 9000 missili di polistirolo):

    http://www.mfa.gov.il/MFA/Terrorism-+Obstacle+to+Peace/Palestinian+terror+since+2000/Victims+of+Palestinian+Violence+and+Terrorism+sinc.htm

  6. roy ha detto:

    @wowbagger42: efficace ed utile segnalazione, proprio perché non è ‘equidistanza’ ma incremento di informazione.
    Il passaggio ulteriore per chiarirci tutti le idee sarebbe di non usare la parola ‘terrorista’ per definire sempre e comunque i non occidentali che in qualunque modo imbracciano le armi

  7. Mich ha detto:

    Gradirei una definizione di ‘terrorista’ allora, perchè secondo il mio vocabolario hamas vi rientra in pieno.. ma forse è anche questa una banale stupidaggine.

  8. teo ha detto:

    Wow, io non volevo in alcun modo prendere le difese di hamas, non mi permetto di giudicare una situazione nazionale che non conosco – quando questo conflitto è iniziato mio nonno non era nato ancora -. Ho provato naturalmente nel tempo a informarmi. ma so bene che la storia è fatta da chi la scrive, non da chi la compie.
    Bel lungi dal dire “ammiro kanoute perchè mostra la bandiera della palestina” era mia premura affermare “ammiro kanoute che mostra il suo pensiero in maniera civile”.
    Come d’altra parte ha fatto Legrottaglie parteggiando per Israele. Ammiro queste persone.

    Non ammiro invece coloro che imbrattano i muri di vernice rossa, coloro che sfilano e urlano ragionando sul pensiero israele=potenti, i vandali che deridono israele perchè ebraico…
    Ma siamo in un paese dove un segno non vale l’altro, dove un braccio teso viene giustamente condannato, ma un pugno chiuso viene considerato un pacifico saluto tra compagni….

  9. teo ha detto:

    @mich: la tua, a mio modesto parere, non è una stupidaggine

  10. bat 59 ha detto:

    Quello di ‘terrorismo’ è un concetto tecnico, giuridico e della scienza politica.
    In Italia ce ne siamo occupati ben prima di altri, a proposito delle organizzazioni terroristiche – fasciste e leniniste – attive a partire dai primi anni ’70.
    Costituisce finalità di terrorismo quella di incutere terrore nella collettività con azioni criminali indiscriminate e inattese, dirette contro singole persone, in quanto rappresentative, o contro cittadini qualsiasi per minare la fiducia nell’ordinamento costituito e indebolirne le strutture.
    La pratica ‘terroristica’ è quindi per sua natura occulta e imprevedibile, anche se organizzata e con obiettivi dichiarati.
    Hamas è un’organizzazione politica pubblica, orientata alla cosidetta ‘fratellanza musulmana’: è in sostanza un partito religioso, fortemente orientato contro i partiti palestinesi e arabi di sinistra, contro il nazionalismo arabo e contro la maggiorparte dei governi degli Stati arabi. Ha come obiettivo uno stato islamico comprendente il territorio palestinese tra il Giordano e il Mediterraneo.
    Come altre organizzazioni politiche che si muovono in contesti di ‘liberazione nazionale’ (Ira, Eta) intrattiene rapporti organici con gruppi paramilitari (Brigate dei martiri di Al-Aqsa, Izz al-Din al-Qassam). Negli anni scorsi, prima di prevalere a Gaza, questa organizzazione politica era apprezzata dai governi israeliani perché indeboliva dall’interno Al Fatah e il progetto di due Stati pacificati nella regione, Israele e Palestina.
    Scusate l’eccessiva lunghezza, ma le parole eccessivamente semplificatrici possono essere una fregatura

  11. Mich ha detto:

    Grazie per la precisione, Bat.
    Il problema per me rimane, giacchè la mia definizione di ‘terrorismo’ coincide con la tua.. forse l’inghippo terminologico sta in “contro cittadini qualsiasi per minare la fiducia nell’ordinamento costituito e indebolirne le strutture”.
    Quindi si può dire che Hamas usa pratiche quasi terroristiche per perseguire il suo fine politico-militare (diverso dal fine del terrorismo da manuale) ? Corretto?

    Sennò troviamo un’altra definizione, il dizionario è ricco..

  12. bat 59 ha detto:

    @mich: in effetti la tua ultima affermazione su Hamas mi trova d’accordo, mi sembra corretta;
    ho trovato altre informazioni su:
    http://www.alternativenews.org/content/view/1536/381/
    dove si riporta una lettera inviata ai governanti e capi militari israeliani da autorevoli cittadini israeliani esponenti di ONG, per segnalare, con dati concreti, i possibili crimini di guerra commessi contro la popolazione palestinese di Gaza.
    Leggendola, quello che mi ha colpito è il rifiuto degli israeliani di consentire l’evacuazione dagli ospedali (ormai impossibilitati a soccorrere anche i feriti gravi) dei malati di cancro, dei malati gravi di fegato, dei malati di reni emodializzati, che quindi moriranno lentamente e tra grandi sofferenze.
    Perché?

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