Regole per un colloquio di lavoro

colloquio

 

Promemoria per il futuro, quando starò cercando un lavoro:

rispondere sempre si alla persona che hai davanti, non chiedere mai nulla a proposito di orari, retribuzioni, ferie e diritti vari, essere pronti a lavorare otto ore al giorno per un tozzo di pane (quando va bene, altrimenti gratis), mostrarsi entusiasti e non avanzare pretese, e soprattutto mai chiedere qualche giorno per pensarci su: «penserebbe che sei uno di quelli lì, uno che vuole addirittura scegliere».

La storia di una ragazza appena uscita dall’università, ripresa da Francesco Costa.

 

PS: ricordati anche di non dire mai di no al tuo capo, una volta assunto.

Bookmark and Share

 

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in italia, me e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Regole per un colloquio di lavoro

  1. teo ha detto:

    Se la ragazza fosse stata pagata avrebbe accettato compromessi?

  2. Androkos ha detto:

    Ciao Teo, sono la ragazza in questione.
    Qui non si tratta di compromessi, a meno che per compromessi si tratti di lavorare con/per una persona che non ti piace o che ha idee diverse dalle tue: si tratta della retrogada concezione del lavoro che c’è in Italia, per cui devi fare la gavetta a tutti i costi, per cui si va avanti per anzianità e non per merito, per cui se mi viene offerto uno stage o un lavoro devo essere grata e guai a prendere tempo per valutare e decidere. Comunque ti rispondo anche all’opzione uno. Se mi avesse pagata, dopo il colloquio avrei accetato di lavorare per lui con le stesse perplessità con cui l’avrei fatto da stagista; dopo la sua risposta, quindi dopo aver visto di che tizio si tratti, mi sarei cercata qualche altra occupazione, a meno che quella fosse stata la mia unica chance di lavoro. Continuando a mandare curriculum per andarmene alla prima occasione.

  3. teo ha detto:

    Sì per compromesso intendevo proprio il fatto che se retribuita, avresti fatto a meno di un sabato libero e dei giorni per andare a casa, avresti lavorato otto ore invece che sette…
    Io a mio tempo mi comportai così, se retribuito il giusto non mi importava di fare straordinari, di lavorare 12 ore invece di otto; e come te continuai a mandare curricula per trovare lidi migliori.
    Hai risposto alla mia domanda.
    Cordiali saluti

  4. bat59 ha detto:

    I miei ricordi dell’ingresso nel mondo del lavoro sono “vecchi” di oltre vent’anni, ma forse per questo possono servire a raccontare la differenza. O il degrado dei nostri tempi, in cui una quindicina d’anni di finto aziendalismo (in realtà dilettantismo e immoralità) hanno portato al minimo la componente “rispetto del lavoro” che è fondamentale in ogni economia sana.
    Oggi i lavoratori, intellettuali o non, sono solo una spesa, sono candidati fannulloni, sono carne da macello.
    All’epoca, neolaureato, feci colloqui in diverse aziende; mi vennero offerti contratti decorosi, ovviamente a tempo indeterminato, con seri percorsi di inserimento e soprattutto l’offerta di una reciproca e duratura scommessa.
    Scelsi l’azienda il cui dirigente mi disse “venga con noi, a costruire il futuro”. Ci ho creduto, è stato vero, per diversi anni ho dato lavoro e passione a quell’impresa. Ho imparato molto, sono passato a lavorare nel settore pubblico. Il presidente della mia commissione di concorso, nell’annunciarmi che lo avevo superato (arrivando dal nulla e senza conoscenze di alcun tipo) mi incoraggiò a “regalare intelligenza” e la mia preparazione a quella amministrazione.
    Non erano belle favole, era normale rispettare il lavoro e i lavoratori.
    Non credo ci possa essere ripresa economica se non si tornerà a farlo.
    Letta in profondità la storia di Androkos ce lo dice.

  5. Mich ha detto:

    Batta, dimentichi una cosa: essere pronto a lavorare in nero.

  6. vitt80 ha detto:

    Batta ti suggerisco una via d’uscita: buttati sul pubblico 🙂

  7. alice ha detto:

    Certo che come primo colloquio di lavoro quello di Androkos è stato notevole.
    Ha avuto la fortuna di doversi confrontare col peggiore tipo di futuro capo: il frustrato.
    Esperienza da un certo punto di vista fruttuosa e positiva “..se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide..”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...