Sconfitta in casa

ilaria-damico

 

 

Questa volta il grande comunicatore non ne ha azzeccata una, ed è stato battuto nel campo in cui si destreggia meglio, cioè la televisione. La strategia del Governo per gestire l’affare Sky mi è sembrata quantomeno improvvisata e poco lucida.

Berlusconi e Tremonti sono partiti da principii condivisibili (in tempo di crisi lo Stato deve fare cassa, anche alzando le tasse; non si capisce perchè la TV satellitare debba avere un’aliquota IVA più bassa del normale), ma li hanno applicati all’unico ambito che poteva creare questo vespaio di polemiche. Appena Berlusconi tocca l’argomento televisione, viene subito tirato in ballo il suo conflitto di interessi. Questo è naturale, dato che non è mai stato risolto, e lo stesso Berlusconi non può stupirsi degli attacchi ricevuti.

Secondo me il premier e il ministro dell’economia sono rimasti spiazzati dalla reazione di Sky al provvedimento: di solito le aziende si limitano a qualche protesta in sede istituzionale, uno scarno comunicato stampa che esprima dissenso, e poco altro. Ma questa volta l’emittente di Murdoch ha deciso di reagire in modo plateale ed incisivo: una serie di spot molto efficaci e mirati, e soprattutto l’indimenticabile discorso di Ilaria D’Amico, che ha raggiunto in un attimo milioni e milioni di italiani, tutti quelli che aspettavano i risultati delle partite su Sky Sport domenica pomeriggio.

Penso che Berlusconi abbia sbagliato per una volta la sua strategia comunicativa: ha colpito un bene molto sensibile per numerose famiglie (e infatti quelli di Sky non ci hanno messo nulla ad accusare il governo di alzare le tasse mentre aveva promesso di abbassarle); non ha previsto la reazione di Sky; ha dimostrato ancora una volta la sua arroganza e mancanza di rispetto, invitando i direttori dei più importanti giornali italiani a cambiare mestiere, probabilmente perchè non riportavano le notizie come sarebbe a lui piaciuto.

Voglio precisare quello che riguarda il merito del provvedimento, il raddoppio IVA: sicuramente è strano e non corretto che le TV satellitari godano di un’aliquota IVA agevolata (10%, mentre lo standard è il 20%), ma è assolutamente falso sostenere, come ha fatto Berlusconi una volta scoppiata la polemica, che la misura elimina un privilegio inaccettabile per le TV satellitari. E’ infatti noto che l’IVA è un’imposta indiretta che è formalmente a carico del produttore, ma che poi di fatto viene pagata dal consumatore all’interno del prezzo del bene. E’ quindi ovvio che Sky, non essendo un istituto di beneficenza, scaricherà sui suoi abbonati il raddoppio dell’IVA imposto dal Governo, alzando i prezzi finali.

Il Governo ha in seguito sostenuto che il provvedimento adempie a una raccomandazione dell’Unione Europea. Vero, ma allora perchè il Governo non segue le indicazioni di Bruxelles anche per quanto riguarda il trasferimento di Rete4 sul satellite?

Infine, mi sembra giusto commentare anche l’atteggiamento dell’opposizione sulla questione. Francamente che la sinistra italiana si sia ridotta a sostenere gli interessi di un miliardario australiano, solo per andare contro a un miliardario italiano, la dice lunga sullo stato in particolare del Partito Democratico. Veltroni e gli altri farebbero una figura molto migliore se incalzassero il Governo su cose più concrete e importanti per l’Italia: ho sentito poche reazioni alla cancellazione della detrazione al 55% per gli interventi di risparmio energetico. Questa è una misura che andrebbe difesa con forza, questo dovrebbe essere uno dei cardini di una politica di sinistra.

 

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3 risposte a Sconfitta in casa

  1. panda ha detto:

    “E’ infatti noto che l’IVA è un’imposta indiretta che è formalmente a carico del produttore, ma che poi di fatto viene pagata dal consumatore all’interno del prezzo del bene.”

    Questo è sbagliato. L’IVA è a carico solo del consumatore, chi produce non ha nessun effetto reddituale relativamente all’imposta sul valore aggiunto.
    Altro discorso si ha quando il venditore sceglie di lasciare il prezzo con IVA invariato e di accollarsi ilcambio di imposta: ma lo fa abbassando il prezzo senza iva, l’unico che ha valore per la redditività d’impresa.
    Ma resta il fatto che l’iva è del tutto neutra rispetto a chi vende.

  2. batta ha detto:

    Panda, sono d’accordo sul fatto che l’IVA è neutra rispetto a chi vende! E’ proprio quello che ho detto: l’imposta è versata allo Stato dal venditore, il quale poi si rifà sul consumatore, senza perderci nulla. Alla fine, di fatto, l’imposta grava sul consumatore finale.

    Non stiamo dicendo la stessa cosa? 🙂

  3. panda ha detto:

    Uhm non proprio. Cioè al lato pratico si, non cambia nulla.
    Dal lato tecnico invece no.
    Nell’ultima frase scrivi “Alla fine, di fatto, l’imposta grava sul consumatore finale”. Non è che alla fine grava sul consumatore, è che deve proprio gravare su di lui, è nel DNA dell’IVA, proprio perchè tassa il valore aggiunto.
    Però è solo una questione tecnica da contabilità e bilancio e scienza delle finanze, per il resto di fatto il governo ha scelto o di spennare gli utenti sky o di spennare sky stessa se sceglierà di abbassare l’abbonamento per compensare l’iva.
    Provvedimento ineccepibile in tempi normali, fuori luogo in tempi di crisi e di poca informazione indipendente.

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