Ma tu sai chi è Maria Stella Gelmini?

foto di tanno su Flickr

 

Non voglio dire che le proteste di studenti e professori contro il decreto Gelmini sono sbagliate, anzi: qualsiasi cosa che porti le persone a pensare con la loro testa, a formarsi un’idea della situazione e ad agire per migliorare le cose è comunque benvenuta.

Ma purtroppo a volte non è così: sappiamo che ci sono persone che non sanno di cosa si parla, come troppo spesso accade (qui trovate il testo del decreto-legge con le modifiche apportate dal Senato); e ciò che secondo me è peggio, molti studenti che protestano lo fanno solo per non fare lezione. Diciamoci la verità, spesso le occupazioni e le autogestioni sono solo un pretesto: non per tutti, certo, ma per diversi ragazzi a cui nulla interessa del mondo che li circonda. E sono proprio loro a mettere a rischio la credibilità di quelli che ci credono davvero, e sanno per cosa stanno lottando.

Ecco per esempio la cronaca da un liceo normale, di una città normale:

 

Hai occupato il “Giovio”? «Sì». E chi è Mariastella Gelmini? «Boh…». Ora, se l’avessimo chiesto al primo che passa per la strada – senza offesa per l’uomo qualunque – non sarebbe poi così grave. Ma che un “occupante” non sappia nemmeno chi sia il ministro dell’Istruzione al governo, contro il quale sta protestando, la dice lunga sulla presa di coscienza di alcuni manifestanti. Non tutti sono così, è chiaro. C’è anche chi ha aderito all’occupazione e ne conosce i motivi. A loro qualcuno potrà contestare il merito della manifestazione, ma nessuno potrà dire che non sapevano quel che stavano facendo. 

Torniamo però agli altri. Gli studenti che alla domanda «Hai occupato anche tu?» rispondono «sì», ad alta voce, con sguardo fiero e piglio rivoluzionario. E, di grazia, contro chi o cosa protesti? Il timbro della voce si fa più incerto, alcune risposte sono imbarazzanti. Un ragazzo non sa nemmeno chi sia la Gelmini. Un altro spara a caso: «Un ministro!». Come se stesse rispondendo al domandone di un quiz in tv. Risposta esatta. Quanto segue altro non è che la fedele trascrizione di una chiacchierata con una decina di studenti del “Giovio” pescati a caso ieri mattina in cortile o lungo via Pasquale Paoli, con il solo scopo di capire quanto sapessero di ciò per cui stavano occupando la scuola da due giorni.

Partiamo da Andrea, appoggiato alla panchina dell’atrio. Perché protesti? «Non so». Dai, un piccolo sforzo. «Non siamo d’accordo con quello che dice la riforma». Ovvero? «Tagli… cioè… cerca di fare tagli abbassando il livello della scuola». Ma chi è Mariastella Gelmini’?

«Boh». Scusa? «Il ministro dell’Istruzione», corregge prontamente Alessia, che sembra già più informata. Vediamo. «Dicono che gli indirizzi sperimentali vengano tagliati, che i prof perdano il lavoro». E del decreto legge con la riforma Gelmini, il 137, cosa ne pensi’ «Non lo so». È quello del maestro unico, maestro delle elementari però. «Ah, quello. Non sono d’accordo».

Francesca invece ci spiega che «vogliono privatizzare le università». E, anche a lei, chiediamo cosa pensi del 137, il “decreto Gelmini”. «Quello delle privatizzazioni?». 

No, quello del maestro unico e della bocciatura per il cinque in condotta. «Non sono d’accordo, bocciare per il voto di condotta non mi sembra una soluzione». Arriviamo così da Luca, 15 anni, un altro occupante. «La scuola non deve pagare la crisi mondiale», dice. Poi, però, spiega di approvare della riforma Gelmini «le classi a parte per gli stranieri, non per una questione di razzismo, ma perché sono utili». Ma la “classe ponte” è una mozione della Lega. A proposito, chi è la Gelmini? «Un ministro…», «dell’Istruzione», risponde l’amico, Matteo, autore di una teoria personalissima: «Ho occupato perché i docenti non devono essere licenziati per fare le aule computer, ed è sbagliato l’intervento della polizia a scuola». 

Ma possibile che sia davvero questo il livello di coscienza dei manifestanti? Ovvio che gli organizzatori conoscano i motivi della protesta. Ma il resto dei ragazzi? La massa? Finalmente incappiamo in Giacomo, 17 anni, liceale. Anche lui ha occupato ma, a differenza dei ragazzi di cui sopra, sembra avere le idee molto più chiare. 

«La mia è una posizione personale: leggendo i giornali, ho capito le difficoltà finanziarie e organizzative della scuola. Credo quindi che sia un grave errore ridurre le risorse all’istruzione, poiché significa tagliare sul futuro del Paese». Del decreto Gelmini, che ne pensi? «Sono d’accordo con la bocciatura per il cinque in condotta. La scuola non è solo pura didattica, è importante anche considerare educazione e comportamento. Respingo invece l’idea del maestro unico, perché mi pare di capire che la scuola elementare funzioni». E quando spieghiamo a Giacomo che qualcuno dei suoi compagni nemmeno sa chi sia la Gelmini, allarga le braccia. «È da mettere in conto. Nella massa c’è sempre chi protesta per saltare la scuola. Certo, questo dequalifica l’iniziativa». 

Sono le due facce della medaglia: chi protesta con una ragione, più o meno condivisibile, ma è cosciente di quel che sta facendo. Chi invece – dopo due giorni di dibattiti e assemblee – nemmeno sa chi sia quella “Gelmini” contro la quale dice di protestare, e mette a rischio la credibilità degli altri.

 

(Andrea Bambace, La Provincia di Como)

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17 risposte a Ma tu sai chi è Maria Stella Gelmini?

  1. batta ha detto:

    Giusto due parole nel merito: giusto l’obiettivo di riorganizzare il sistema scolastico, ma perchè farlo a colpi di decreto (come tutto il resto)? Non si può neanche chiamare “riforma”: i tagli indiscriminati ai finanziamenti non aiuteranno a risolvere nessun problema.
    Perchè non concentrarsi per esempio sul modo nepotistico e padronale in cui alcuni atenei sono gestiti dai professori?
    Perchè non limitare il fenomeno curioso dei super-geni che si laureano in un anno grazie a crediti formativi regalati?
    Come migliorare il livello della ricerca nelle nostre università?

    Questi sono problemi seri.

  2. wowbagger42 ha detto:

    So che non c’entra un beneamato tubo… ma qualcuno ha visto i risultati delle provinciali di Bozen? (la dizione Bolzano appare solo nelle cartine disegnate a Roma…)

    <> (la Repubblica)

    pdl 8,3% e pd 6%…
    ora, io non sono un esperto di politica, ma fossi Veltroni farei la cosa che più ama fare il premier, mettersi le mani nei capelli (:D)

    Quanto all’occupazione delle scuole, mi sembra un’ottima idea! Ho sempre pensato che sarebbe stato carino dormire a scuola (di notte dico), e dietro pagamento potrebbe aiutare contro i futuri tagli all’istruzione! Perchè non fare come il Guggenheim e seguire l’effetto halo del museo di scienze naturali di New York, che dopo il film di Ben Stiller si è dato agli sleepover, e ha i conti scritti in inchiostro nero ora?

  3. wowbagger42 ha detto:

    è sparita la quotation… di nuovo:

    Il segretario del Pd Walter Veltroni parla di risultati “chiari e importanti. Si registra un forte calo del Pdl e una forte crescita del centrosinistra. Questo vuol dire ancora una volta che i dati della realta’ smentiscono le dichiarazioni roboanti e la propaganda di chi e’ al governo”. Mentre il vicesegretario del Pd Dario Fransceschini manda un messaggio al premier: “Berlusconi si ubriaca di sondaggi positivi ma poi sbatte con una realtà diversa”.

  4. batta ha detto:

    Mi sfugge qualcosa wowbagger: perchè Veltroni dovrebbe mettersi le mani nei capelli? Si sa benissimo che in Alto Adige i partiti nazionali non hanno alcuna speranza: i partiti di lingua tedesca raggiungono sempre al maggioranza, come in questo caso.
    Il Pdl ha preso 3 seggi, il Pd 2, non mi pare una grande differenza. Solo che il Pdl ha preso meno voti della sola AN nel 2003.

    Comunque qui ci sono i risultati!

  5. titti ha detto:

    é chiaro che per parlare con serietà di argomenti così delicati bisognerebbe studiare molto ed essere competenti in materia di diritto, di politica o di non so bene che cosa…però ci sono ragazzi che, pur riconoscendo la propria incompetenza, provano lo stesso a capire; leggono i giornali, fanno cento assemblee caotiche e inconcludenti, ascoltano gli adulti e leggono insieme il decreto, perchè vogliono prendere posizione e sentono il bisogno di non restare indifferenti di fronte a un cambiamento così importante. E lo fanno perchè anche se la mattina preferirebbero dormire anzichè andare a scuola, in fondo vogliono studiare, e vogliono farlo serenamente; per non rischiare di trovarsi impreparati alla domanda di un giornalista o, piu’ in generale, al mondo che li circonda.

  6. petronio ha detto:

    Non ho letto il decreto Gelmini e non me ne intendo di scuola. Però credo che le questioni vadano esaminate da un angolo visuale il più ampio possibile. I tagli alla ricerca universitaria sono sbagliati. I tagli alla scuola sono sbagliati. Sono sbagliati anche i tagli alla giustizia. E alla sanità (forse sono giusti solo quelli alle forze armate…). Però è anche sbagliato aumentare le tasse, ed è sbagliato mettere i tornelli per migliorare la produttività dei pubblici dipendenti, etc. Ed è sbagliato avere un debito pubblico da paese del quarto mondo. Ma allora, come li trova i soldi lo Stato, li gratta giù dal muro? In Italia ognuno protesta solo per ciò che lo riguarda da vicino, senza che mai nessuno si sforzi di avere una visione di insieme.

  7. wowbagger42 ha detto:

    Le mani nei capelli non sono per la differenza di voti con il pdl (cosa che pare rendere veltroni estremamente appagato)… La mia considerazione si basa sul fatto che insieme i due maggiori partiti italiani (e ce n’è solo un terzo altro a rappresentare il paese a roma se non ricordo male) fanno nemmeno il 15%!
    Quindi la critica sta nell’essere troppo ottimisti: onestamente mi pare non ci sia nulla da festeggiare!

    OT: a differenza degli striscioni anti-padania di varese, hanno impiccato la Palin a Hollywood per Halloween, ma non l’hanno potuta rimuovere…

  8. teo ha detto:

    Ai ragazzi purtroppo manca una adeguata oggettività. La loro è una età dominata dall’impulso e dai sentimenti, non è sempre il modo giusto per affrontare gli eventi.
    Non bisogna tuttavia crocifiggerli o chiedere loro una eccessiva maturità: gli anni 70 ci hanno lasciato in eredità una generazione che non è mai voluta crescere fino in fondo… e che ha generato a sua volta una leva di adolescenti piena di contraddizioni…

    Dovrebbero forse meno pretendere: l’istruzione è un servizio è vero, però è giusto che anche dall’altra parte ci sia collaborazione. Troppi banchi all’università sono semplicemente scaldati, troppi banchi nei licei vengono mantenuti con tutto meno che con l’impegno.. come ha detto batta, sono questi problemi che dovrebbero venire affrontati.

  9. batta ha detto:

    Hai ragione teo, dovrebbero venire affrontati con serietà: non mi pare che questo governo lo stia facendo. Lo si capisce anche solo dal fatto che i provvedimenti proposti non sono una riforma, come ho già detto, ma semplicemente una serie di misure che non avranno alcun effetto sui reali problemi della scuola. Altro elemento che denota la volontà di non proporre una vera riforma è l’uso del decreto-legge anche in questa occasione. Il Parlamento è stato ormai del tutto superato come luogo di confronto, viene visto come un fastidio, e si governa a colpi di maggioranza.

  10. Mich ha detto:

    @Petronio: “forse sono giusti solo quelli alle forze armate…”
    Perchè lo pensi? Le forze armate in Italia gestiscono sì male i soldi, ma non ne hanno poi molti da gestire.
    A parte questo dettaglio, concordo con il resto del messaggio

  11. batta ha detto:

    @ mich: io nel commento di petronio vedo una certa ironia…
    Tutti sono bravi a criticare i tagli, e poi magari sono gli stessi che criticano qualunque iniziativa dello Stato per migliorare l’efficienza e la produttività (o per riscuotere più tributi). E’ un circolo vizioso dal quale non si esce senza un po’ di buona volontà da parte di tutti.

  12. wowbagger42 ha detto:

    @petronio: io credo che il problema non sia dove trovare i soldi, perchè – nonostante il lavoro in nero, l’evasione fiscale, etc. etc. – di soldi ce ne sono (credo) abbastanza… bisogna trovare il modo di spenderli meglio, e di avere maggiore chiarezza nelle spese che lo stato si accolla…
    Il federalismo fiscale è la soluzione? Forse, non so.
    Di certo a dover essere tagliati sono i vari manager che lasciata sul lastrico trenitalia vanno a far danni da alitalia, andandosene dopo pochi mesi con in tasca 8 milioni di euro solo di buonuscita… O, che so, un’azienda automobilistica italiana che, in costante perdita, butta via soldi nella F1 con piloti di dubbie capacità, e con una squadra di calcio che anche oggi – a metà classifica e con un mercato molto oneroso con acquisti anche qui di dubbio gusto – ha chiuso a -20 milioni di euro (ma per gennaio puntano diego del w.brema e xavi del barcellona…). Ah, ovvio, poi saranno i contribuenti a salvarli ancora…

  13. batta ha detto:

    wowbagger ti do ragione sui manager delle aziende pubbliche, ma non si possono infilare nel discorso anche aziende private. I soldi sono dei proprietari e degli azionisti, e li possono sperperare come vogliono (sempre nel rispetto delle leggi che proteggono i risparmiatori), perchè in questo caso saranno punite dal mercato.

    Per inciso, se ti riferisci alla Ferrari, ha avuto un utile netto di 266 milioni di euro nel 2007.

  14. wowbagger42 ha detto:

    Ferrari e Juventus, già.
    Una va su, l’altra giù.
    Ma mamma Fiat va molto giù: e se lo stato la salva (azienda privata) coi miei soldi non sono contento, meno che mai quando scopro che le sue auto sono Made in Poland.

  15. batta ha detto:

    Mi pare di ricordare che una cosa simile sia appena successa con una compagnia aerea, ma forse mi sbaglio… 🙂

  16. teo ha detto:

    Batta… ti soffermi troppo sull’utilizzo dei decreti legge. Pensi sia un metodo sbagliato, libero di pensarlo, non hai troppo torto.
    Ma dare la colpa all’attuale governo.. è davvero una forzatura. La scuola italiana è… decenni che è allo sfascio? Non ci si può aspettare che la gelmini arrivi con la bacchetta magica.
    Responsabili di questo sfascio sono governi sia di destra che di sinistra, è inutile girarci intorno.. egualitarismo insensato e clientelarismo le loro colpe.

    Lo sapete qual è il loro comune nemico?
    La meritocrazia. Ricordi la riforma berlinguer? adeguamenti al più meritevole tra 5 professori.furono tempeste. Non sto a sindacare sulle modalità.. ma sul fatto che fu proprio questa idea di merito a venir contestata.
    E i primi a protestare chi furono? I veri nemici di ogni riforma di qualsivoglia governo: i sindacati!
    “Chi vale di più deve avere di più”.. ma non in italia..
    Gli stessi sindacati che hanno rischiato di far fallire alitalia… 8 sindacati che si spartivano l’osso, guardando chi rischiava il posto dall’alto delle loro comode poltrone…

    P.s. Auguriamoci che un giorno si erga un ministro della istruzione della levatura di Gentile.. forse il migliore che abbiamo mai avuto…

  17. teo ha detto:

    Hanno protestato. Tutto il giorno hanno protestato.
    Hanno portato in piazza i loro bambini. Hanno fatto cantare loro: “occupiamo occupiamo il ministero”. Mentre i figli maggiori “cazzeggiavano” in giro, lanciavano slogan (e anche qualche bottiglia).

    Hanno chiesto più ore di studio a scuola per i bambini perchè è per loro un problema andarli a prendere prima dell’una (motivazione non del tutto campata per aria.. se non fosse l’unica motivazione per molte mamme).

    Chiedono professori… perchè hanno capito che loro, i genitori, sono incapaci di educare.

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