E anche se fosse?

 

Quando ormai mancano solo quindici giorni alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, nessuno riesce a capire quanto conterà il fattore “razza” nel voto. I sondaggi danno Obama in vantaggio, ma è praticamente certo che una parte di coloro che si sono dichiarati a favore del candidato di origine afro-americane non lo voterà poi nel segreto dell’urna. Quello di non dichiarare le proprie reali intenzioni di voto è un comportamento noto (ha anche un nome, Bradley effect), e potrebbe portare a risultati imprevedibili.

Un altro dei motivi che potrebbero ostacolare Obama è la diffusa credenza che sia musulmano, e in America spesso questo viene accostato (in modo palese o meno) a sospetti di collusione col terrorismo. La risposta giusta a queste insinuazioni l’ha trovata Colin Powell, che l’altro giorno ha ufficialmente fatto sapere di appoggiare Obama nella corsa alla Casa Bianca, nonostante sia repubblicano e amico di McCain. La sua considerazione è talmente semplice, quasi banale, che riesce a stupire: dovremmo adottare questo stile di pensiero anche per quanto riguarda i nostri problemi di razzismo.

 

I’m also troubled by, not what Senator McCain says, but what members of the party say. And it is permitted to be said such things as, “Well, you know that Mr. Obama is a Muslim.”

Well, the correct answer is, he is not a Muslim; he’s a Christian. He’s always been a Christian.

But the really right answer is, what if he is? Is there something wrong with being a Muslim in this country? The answer’s no, that’s not America.

Is there something wrong with some seven-year-old Muslim-American kid believing that he or she could be president?

Yet, I have heard senior members of my own party drop the suggestion, “He’s a Muslim and he might be associated terrorists.” This is not the way we should be doing it in America.

 

(Sono disturbato non da ciò che dice McCain, ma da ciò che dicono i membri del partito. A loro è permesso dire cose come: “Beh, sai che Obama è musulmano”

La risposta esatta è che lui non è musulmano; è cristiano, e lo è sempre stato.

Ma la risposta veramente giusta da dare è, anche se lo fosse? C’è qualcosa di male ad essere musulmano in questo Paese? La risposta è no, quella non è l’America.

C’è qualcosa di male in un bambino musulmano di sette anni che sogna di poter diventare Presidente?

Eppure, ho sentito membri importanti del mio partito suggerire che “E’ un musulmano e potrebbe essere associato al terrorismo”. Non è questo il modo in cui dovremmo fare, in America)

 

 

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