Mondiali provinciali

foto di gilmoth su flickr

 

I Mondiali di ciclismo disputati a Varese la settimana scorsa sono stati un trionfo per lo sport italiano, grazie alla vittoria del veneto Ballan. L’organizzazione si è dimostrata all’altezza dell’evento e tutto è filato liscio, o almeno così è sembrato all’opinione pubblica nazionale.

Ma i cittadini del capoluogo lombardo che ha ospitato l’evento hanno avuto diversi motivi di lamentela nei confronti degli amministratori pubblici: in primis, ovviamente, i notevoli disagi arrecati alla viabilità e agli spostamenti dalle corse. Ma questo è normale.

Ha destato molto più scalpore nella cittadinanza la scoperta, da un giorno all’altro, che su una rotonda nei pressi di Varese fossero comparse 9 statue di corridori un po’ speciali: i loro volti infatti erano quelli di Umberto Bossi, Roberto Maroni, il sindaco di Varese Attilio Fontana, più altri senatori, deputati e politici locali.

Tutti ovviamente della Lega Nord. Che pare abbia voluto auto-ricompensarsi per aver portato a Varese un evento così importante come i Mondiali di ciclismo. Indubio il ruolo della politica, ma allora molti altri avrebbero meritato una statua…

Pur essendo quelle zone roccaforte leghista, non tutti i cittadini hanno gradito questa iniziativa: e così, agendo col favore delle tenebre, ignoti hanno dissacrato queste opere d’arte, coprendo le teste dei politici con una testa d’asino prima, e imbrattandole di verde poi.

Questo avveniva ben prima dell’inizio delle gare: ma anche durante il campionato, gli amministratori leghisti hanno mantenuto comportamenti non proprio impeccabili per delle Istituzioni. E’ di domenica ad esempio la denuncia di un abitante di Varese, Valerio Crugnola, il quale aveva esposto dal suo balcone, affacciato sul percorso della gara, due striscioni di protesta: “Race no racism” e “Padania land of shame” (parafrasi del motto dell’evento). Ebbene pare che i Carabinieri, senza nemmeno avvisarlo, siano saliti con una scala fino al balcone e abbiano strappato i manifesti, evidentemente perchè indesiderati.

L’unico paragone che mi viene in mente per un atto di questo tipo è con l’organizzazione delle Olimpiadi cinesi di Agosto, durante le quali erano assolutamente vietati striscioni e manifestazioni di dissenso.

(Ah bè, poi c’è anche la volta in cui Berlusconi fece togliere le mutande e le tovaglie  appese ai balconi di Genova per il G8)

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11 risposte a Mondiali provinciali

  1. wowbagger42 ha detto:

    Decoro pubblico…

  2. teo ha detto:

    Concordo.
    Striscioni “indesiderati” contro il governo è normale vengano tolti, come negli stadi quelli troppo spinti.
    Se al governo ci fosse stato il pd e lo striscione avesse riguardato veltroni o chi per lui non credo i carabinieri si sarebbero comportati diversamente.

  3. batta ha detto:

    Io credo proprio di si.

    E comunque faccio notare come lo striscione non fosse affatto contro il governo, ma contro il razzismo (“Race, no racism”).
    A meno che non si voglia dire che il governo è sinonimo di razzismo…

    Bentornato teo!

  4. roy ha detto:

    Ettore Conti (industriale, sostenitore del fascismo, che però fu tra i pochi ad accorgersi subito di come un partito che ha la maggioranza parlamentare si trasforma in regime, grazie a leggi ad hoc e alla “distrazione” dei cittadini) nel maggio 1927 scriveva: “Guaio delle dittature: far nascere i piaggiatori, che, per ingraziarsi il padrone, da cui si attendono favori, ne interpretano le idee, spingendone il significato a limiti contrari alla realtà ed al buon senso”.
    Credo che in futuro, se le cose dovessero andare nel senso peggiore, se i cittadini italiani avranno voglia di essere distratti o di giustificare tutto, come per molti sta accadendo, ci si ricorderà come “piaggiatori” (da piaggeria, cioè servile adulazione) di coloro che per ingraziarsi i padroni hanno tolto le scritte che (forse) li disturbavano

  5. teo ha detto:

    “E comunque faccio notare come lo striscione non fosse affatto contro il governo…”
    Infatti si parlava dell’altro striscione: padania land of shame…

    L’aver tolto invece lo striscione race no racism è stato controproducente, come hai fatto giustamente notare: parlava di razzismo, forse che qualcuno avesse la coda di paglia?

  6. petronio ha detto:

    In effetti il paragone con la Cina avanzato da Batta è abbastanza inquietante…
    Io credo che, al di là della valutazione politica che se ne può dare (qualcuno potrebbe legittimamente credere che sia giusto così), un certa tendenza a “spadroneggiare” della Lega nei suoi feudi sia innegabile. Ma la cosa che mi inquieta di più è l’orientamento autoritario del governo di centro destra (o almeno da me percepito così) che si traduce in una pretesa ipertrofia del potere esecutivo rispetto agli altri poteri dello Stato (vedi l’eccessivo ricorso alla decretazione d’urgenza e alla fiducia in Parlamento). Mi torna alla mente il “progetto di sviluppo democratico” della P2 (si chiamava così?), in base al quale – per esempio – la magistratura requirente avrebbe dovuto essere sottoposta al controllo del potere esecutivo (ma non si limitano a questo le assonanze tra il programma del cetro destra e quel documento…).

  7. batta ha detto:

    Giusta il tuo richiamo all’eccessivo uso dei decreti, Petronio: finora mi pare che solo UNA legge approvata sia stata di iniziativa parlamentare.
    Per esempio, è di oggi la notizia che i provvedimenti sulla scuola (presi con decreto, guarda caso) saranno convertiti in legge mediante il ricorso alla fiducia, perchè il governo non ritiene che ci siano i “tempi tecnici”. Ma questo è solo una scusa per abusare del potere che si ha. Ormai il Parlamento è visto con fastidio.

    Penso che abbia ragione chi avverte che le persone che sono state elette si sentono legittimate a tutto, come se avessero ricevuto un’investitura divina; dovrebbero invece considerarsi amministratori pro-tempore quali sono.

  8. roy ha detto:

    @petronio@batta
    “orientamento autoritario”; “amministratori pro tempore”.
    Credo che tutto si giochi sulla capacità che i cittadini avranno di capire che la chiave della libertà di tutti è nel secondo termine, necessariamente antitetico al primo.
    I governanti, in una democrazia, sono dei cittadini che temporaneamente e senza credersi personalmente indispensabili, si mettono al servizio dei loro concittadini.
    Temporaneamente e senza credersi personalmente indispensabili.
    Basterebbe questo criterio per buttare nella discarica di Chiaiano parecchia gente …

  9. wowbagger42 ha detto:

    “Anche sui voti fiducia, Prodi osserva che sono state ridotte «il più possibile», ma «se non cambiamo procedure, regolamenti e modo di lavorare nel parlamento, è difficile evitare questo aspetto». In privato, però, il capo del governo non nasconde un certo fastidio per l’ affondo del Colle.”

    La fiducia è un mezzo molto usato ultimamente: ne sa qualcosa Prodi, rimproverato da Napolitano in proposito.
    Ecco l’articolo completo:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/12/21/manovra-abnorme-troppe-fiducie-napolitano-striglia-governo.html

    21 dicembre 2007, neanche 10 mesi.
    Memoria corta…

  10. petronio ha detto:

    Concordo con wowbagger42: il “vizietto” ce l’aveva anche il precedente governo di centrosinistra. D’altra parte, avevano visto che funzionava…
    Questo stramaledetto bipolarismo, con lo specchietto per le allodole della “governabilità”, sta esautorando il parlamento, id est la rappresentanza popolare. Basti pensare alla assurda legge elettorale per la quale i parlamentari non sono scelti dagli elettori ma dalle segreterie di partito. Ma perché la sinistra, dopo aver tuonato per anni sulle indecenti leggi approvate dalla destra (le leggi ad personam ma prima di tutto quella elettorale), non ne ha abrogata o modificata nemmeno una? Secondo me, avrebbe dovuto essere la prima cosa da fare dopo la costituzione del governo!

  11. roy ha detto:

    Che bei tempi quelli del proporzionale puro o quasi.
    Tutti i partiti potevano concorrere in parità; i seggi parlamentari venivano assegnati in proporzione ai voti; dopo le elezioni si vedeva la consistenza, ci si alleava per contiguità politica (vera) e si formava un governo di coalizione, senza “leader”, “premier” e stupidaggini simili; spesso ci si ricordava a fatica di chi era il presidente del consiglio (e non il “capo del governo”) che però governava, in silenzio; tutto questo ci ha garantito quasi cinquant’anni di sviluppo ininterrotto e di leggi decorose. Mah!

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