(Ri)partenza

 

Non trovo le parole adatte per esprimere la mia indignazione di fronte alla vicenda di Eluana. Perchè qualcuno dovrebbe decidere della sua vita, quando lei aveva chiaramente espresso la sua volontà per casi del genere? Perchè ci si affanna a dire che “la vita deve seguire il suo corso naturale”, se l’unica cosa che permette a quella ragazza di respirare ancora sono macchine artificiali? Vorrei sapere cosa cosa pensano coloro che parlano di morte dignitosa, di fronte a una vita che forse non è neanche vita, ma che di sicuro non è dignitosa. Cosa vorrebbero loro se una disgrazia del genere colpisse un loro familiare, o loro stessi? Perchè si cerca di far passare i familiari di Eluana come degli assassini che non tengono alla figlia, quando invece è proprio per questo che vorrebbero porre fine alle sue sofferenze?

Scalfari, su Repubblica del 3 agosto:

Le domande che ci dobbiamo porre nel caso specifico di Eluana sono le seguenti: esiste una manifestazione chiara e recente di volontà dell’interessata? Se non esiste o è considerata remota ci sono persone validamente in grado di decidere per lei? Infine: su quali punti d’appoggio o principi si basa la sentenza della Suprema Corte che ha autorizzato il padre di Eluana a interrompere le cure e determinare l’arresto del cuore, pulsante in un corpo che è in coma da 16 anni con encefalogramma piatto e una vita non umana ma vegetale? 

* * * 

Sappiamo che Eluana manifestò ripetutamente la sua volontà di non sopravvivere alla propria eventuale morte cerebrale. Lo fece ancor giovanissima, perfettamente sana e consapevole, in seguito alla traumatica esperienza di aver visto e assistito persona a lei cara che si trovava in condizioni di morte cerebrale cui per sua fortuna seguì di lì a poco quella cardiaca. 

I fautori ad oltranza dell’ideologia della vita obiettano che quelle manifestazioni di volontà siano remote rispetto al momento in cui Eluana entrò in coma e quindi “scadute”, prive di legittima volontà. 

L’argomento a sostegno di questa tesi si appoggia alla considerazione che in una materia così delicata e privata si può cambiare parere fino ad un attimo prima dell’ultimo respiro. È vero, si può cambiare parere fino all’ultimo respiro se si è in condizioni di cambiar parere e di esprimerlo. Ma se si è già morti cerebralmente? L’espianto degli organi con i quali si salvano altre vite non avviene forse quando la morte cardiaca non è ancora avvenuta e gli organi sono ancora vitali se l’autorizzazione a disporne è già stata data e i se i parenti consentono? 

Alla seconda domanda la risposta è netta: il padre e la famiglia di Eluana, che l’hanno assistita per sedici anni ed hanno raccolto una serie di evidenze cliniche sull’irreversibilità del suo stato, vogliono che la vita artificiale non prosegua e che cessi l’accanimento terapeutico. Esprimono in nome della propria figlia il rifiuto delle cure in atto; un rifiuto che è un diritto riconosciuto del malato o di chi lo rappresenta. 

Infine la terza domanda: la validità della sentenza della Cassazione. La Suprema Corte è stata chiamata a giudicare sul diritto dell’interessata o di chi la rappresenta di rifiutare le cure. Non ha neppure avuto bisogno di fondare la sentenza sulle manifestazioni di volontà di Eluana di molti anni fa. Ha accertato, la Suprema Corte, l’inesistenza di una legislazione in materia e si è quindi rifatta, come è suo dovere prescritto in Costituzione, al diritto del malato, anch’esso riconosciuto in Costituzione, di rifiutare le cure. 

Sentenza ineccepibile: in assenza di norme e in presenza di diritti costituzionalmente garantiti la Corte giudica in base ai principi dell’ordinamento giudiziario che riconosce il dovere del giudice di tutelare i diritti dei cittadini. 

* * * 

Le Camere su istanza dei deputati e dei senatori di centrodestra, hanno voluto sollevare conflitto di competenza. Non spetta alla magistratura intervenire bensì al popolo sovrano e a chi lo rappresenta, di fornire una normativa che regoli la questione. 

Nessuno nega che spetti al potere legislativo legiferare e non certo alla magistratura, ma qui siamo in una situazione in cui il potere legislativo non ha legiferato provocando un vuoto nel quale solo alla magistratura incombe il dovere di tutelare diritti riconosciuti in Costituzione. 
Non esiste dunque conflitto tra i due poteri. Quello giudiziario è intervenuto in difesa d’un diritto in mancanza di legislazione. Quando quel vuoto sarà riempito la magistratura disporrà di una legge e dovrà applicarla sempre che essa non sia in contrasto con i principi costituzionali. 
Vedremo comunque quale sarà la sentenza della Corte costituzionale investita del problema. 

 

Passando ad argomenti più leggeri, qualcuno sa spiegarmi come Mediaset ha fatto a calcolare 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori perse per colpa di Youtube? C’è un errore di fondo: tutti i video su Youtube sono già passati in TV, e quindi non capisco come possano essere “persi”. Al massimo sono guadagnati, perchè favoriscono la diffusione dei programmi dai quali sono tratti e forniscono in pratica pubblicità gratuita all’azienda.

E ancora una volta siamo di fronte al solito scenario: i vecchi e logori media non capiscono e non sanno sfruttare il mondo di Internet, e per difendersi non trovano di meglio da fare che attaccarlo con tutti i mezzi, diretti e indiretti.

Per inciso, ora Mediaset gioca il ruolo di istituzione e azienda affermata, mentre quelli di Google sono dei ragazzini pirati: ma vent’anni fa la situazione era la stessa, con mamma Rai a combattere una battagli impari contro la giovane e ribelle Fininvest. Sappiamo tutti com’è andata a finire. Tra vent’anni Google si ridurrà così? Magari contro Cuil!

 

Scusate per questa piccola panoramica, ma ci sono tanti argomenti interessanti da commentare. Purtroppo (o per fortuna) sono appena tornato ma riparto subito, questa volta in vista di un posto molto più tranquillo e riposante degli Stati Uniti. Tanto tranquillo che li non ho nemmeno il telefono, e di conseguenza Internet. Speravo nell’iPhone per tenere aggiornato il blog, ma le tariffe di Tim e Vodafone mi suggeriscono di aspettare prima di procedere all’acquisto! 

Ringrazio ancora una volta tutti i miei lettori, sia quelli fedeli che quelli occasionali, per il loro sostegno a questo mio piccolo blog. Ci rivediamo a settembre, pronti per continuare ancora meglio di prima!

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5 risposte a (Ri)partenza

  1. batta ha detto:

    Ovviamente potete commentare, anche se io potrò rispondervi solo al mio ritorno! Ogni tanto è necessario staccare la spina dalla tecnologia…🙂

  2. Neclord ha detto:

    Dal mio punto di vista la vita è il bene più prezioso che una persona riceve. Non capisco e mi rattristo quando qualcuno si suicida o tenta il suicidio, e anche se c’è chi legittima queste scelte, io le condanno in quanto la vita è dura per tutti, per qualcuno anche più della media, ma se non sei disposto a lottare, allora forse non meriti quel dono che ti è stato dato. Sul discorso invece di Eluana, la questione è differente. Esistono condizioni nelle quali la vita diventa sofferenza e dolore e, valutata l’impossibilità di condurla in maniera naturale e sana, vincolata dunque a macchinari o farmaci o interventi chirurgici continui, sia diritto della persona esprimersi sulla propria morte.

  3. Sheree ha detto:

    How can you condemn those who commit suicide or argue that their battle is any less than Eluana’s? Obviously suicide is a terrible thing but rarely are people in their right mind when deciding to follow through with it, and you certainly can’t say they’re not willing to fight, perhaps they’re just tired of fighting for little relief.

    However, I do agree that when one’s life is only kept going by machinery then one should have the right to decide to turn it off. To artificially keep someone alive against their will is cruel and although everyone has a right to life, they should also have the right to a dignified death.

  4. batta ha detto:

    Thank you Sheree, I’m sorry I’m so late!🙂

    Let’s not forget that this has gone on for many years: I agree with you that anyone has the right to decide about his own death, especially when the decision of dying comes after long thoughts and sufferings. I don’t believe it is so simple for Eluana’s family to say “Let her die”.

    Più o meno quello che dicevi anche tu, Neclord.

  5. batta ha detto:

    Per quanto riguarda la questione Mediaset-Youtube, ho trovato la risposta da solo: Matteo Flora ha eseguito una consulenza per l’azienda televisiva. Appena si è saputo, si è scatnato un putiferio sul suo blog, e lui si è affrettato a spiegare alcune cos interessanti…

    http://www.lastknight.com/2008/08/04/the-very-big-faq-of-mediaset-vs-youtube/

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