La vita negli States

 

Sono tornato dal mio lungo viaggio negli Stati Uniti! E’ stata un’esperienza entusiasmante ed è difficile raccontare tutto ciò che ho visto e notato: qui provo a esprimere le prime impressioni, ma credo che nel corso del tempo altri spunti e particolari mi verranno in mente e li condividerò con voi!

E’ diversa da come me l’aspettavo. Per quanto riguarda la violenza, intendo.

I giornali in prima pagina hanno parlato per giorni dell’aggressione a colpi di mazza da baseball di un tifoso dei Boston Red Sox contro un uomo, che credeva essere un tifoso dei New York Yankees (e poi dicono che gli italiani sono matti per il calcio). Forse ero prevenuto, ma mi aspettavo di trovare ogni giorno cronache di omicidi, fatti di sangue, assistere a un inseguimento o a una sparatoria per strada…

O forse è il posto: Boston, città molto piccola e tranquilla, con uno spiccato carattere europeo (siamo nel New England dopotutto). E il fatto di stare sempre nelle zone centrali delle città. Ho visitato anche New York, e non l’ho trovata terrificante come molti dicono (ma credo che viverci sarebbe tutta un’altra cosa).

Voglio aspettare prima di dare giudizi definitivi, ma mi sembra che se vivi nella parte benestante di Paese, la vita può essere tranquilla e felice. Ma se non appartieni a questa fascia allora può essere molto molto difficile. Mi sembra che qui, molto più che in altri posti, si noti la differenza. Non so se sia un indice di discriminazione, ma mi ha colpito il fatto che la lingua ufficiale di comunicazione tra coloro che svolgono mansioni “umili” sia lo spagnolo, e non l’inglese: e non sono stato vicino al confine con il Messico, ma nel ricco e freddo Nord Est.

Altri appunti sparsi. Nonostante la prima impressione scoraggiante, si riesce a trovare buon cibo (anche piatti italiani, a volte remixati con fantasia stupefacente: ma la carbonara col pesce non era male!). Capisco meglio perchè gli americani sono così consumisti: in generale i prezzi sono più bassi; sono bombardati di pubblicità in ogni momento della giornata; nei negozi i prezzi esposti sono senza tasse (vengono aggiunte alla cassa; diverse da Stato a Stato, diverse da bene a bene: molta confusione), e ciò alimenta la sensazione di non spendere. Ovviamente insieme alla magica carta di credito senza la quale non puoi fare un passo. Viene usata per qualsiasi cosa, perfino per acquisti di 5$. 

Facendo queste riflessioni poi si collegano tante cose: è questa illusione di non spendere, e di vivere sempre al limite (se non al di sopra) della proprie possibilità economiche che porta gli Stati Uniti ad avere un deficit commerciale altissimo e a crisi economiche disastrose, come abbiamo recentemente visto.

Ovviamente se avete delle domande, anche su altri argomenti, non esitate: per quanto possibile sarò lieto di rispondere!

PS: come notate dalla foto, hanno una passione per le bandiere. La loro bandiera è esposta ovunque: palazzi, metropolitana, autobus, perfino sulle gru dei cantieri. Molto patriottico!

Bookmark and Share

 

Questa voce è stata pubblicata in me, usa e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La vita negli States

  1. Pandoro ha detto:

    Io invece sono stato a New York, verso Aprile, e se hai tempo da perdere ti posto il link del mio articolo resoconto, Pandoro.

    http://pandoro.wordpress.com/2008/04/26/new-york/

  2. batta ha detto:

    Grazie della visita Pandoro, scusa il ritardo nella risposta!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...