Ognuno a casa propria

 

Sull’attacco di Bossi, piccato perchè il suo bambino è stato (di nuovo) bocciato dai cattivi professori del sud:

 

 

Professoressa sull’orlo di una crisi di nervi

“Ultime notizie: niente professori del sud al nord. Bene.

Ma qui comincia la mia crisi di identità: siccome sono di Rimini, rientro nel sud della Padania o nel nord della Terronia? E la mia appartenenza al Nord o al Sud scolastico si determinerà sulla base del luogo di nascita, del cognome, o magari del marito?

Vedete, per me è un dilemma di non poco conto, in quanto mi chiamo Camporesi, cognome prettamente romagnolo (Forlì- Cesena), ma sono nata a Novafeltria (provincia di Pesaro- Urbino, cioè Marche, zona che mi pare non appartere alla Padania). Ad aggravare la mia posizione sta il fatto che mi sono laureata all’Università di Urbino (ancora Marche, ahimè). 

Però, potrei giocare la carta del coniuge, come sembra aver fatto la moglie di Bossi, della quale si dice sia di origine meridionale (com’è pettegola, la gente!): infatti, mio marito si chiama Franzolini, cioè può permettersi di sfoggiare un bel cognome dal suono veneto, anche se è solito vantarsi di essere romagnolo da sette generazioni.

E pensate che possa nuocermi, dal punto di vista lavorativo, avere dei parenti a Roma? Ma forse potrei controbilanciarli mettendo in campo i cugini di Milano…e quelli che ho a Bologna, quanti punti valgono? Se risalgo tutto l’albero genealogico, posso trovare perfino dei parenti in Germania e in Francia e addirittura un pro- cugino a New York… ma qui casca l’asino, perché New York è sullo stesso parallelo di Napoli…

Ma basterà eliminare i professori del sud per difendere i poveri ragazzi del nord? Non sarà necessario rivedere i programmi, pardon, le indicazioni ministeriali?
Perché forse il ministro Bossi non lo sa (e sicuramente non lo sa suo figlio, visto che è stato bocciato e questo di solito capita, sia al nord che al sud, ai ragazzi che non studiano, indipendentemente dall’origine dei professori che li esaminano), che la letteratura italiana si studia a cominciare dai poeti siciliani…

E spiegando la storia, potrò ancora parlare di Federico II il quale, pur essendo di stirpe nordica, si era invaghito, non si sa per quale insano motivo, della Sicilia? Nuocerà agli studenti padani dover imparare come Leopardi amasse Napoli, o chiedere loro di studiare Capuana, Verga, Grazia Deledda? E che ne facciamo di Sciascia e Pirandello?

Mi sorge ancora un ennesimo dubbio: qualora mio marito dovesse trasferirsi a Bari per lavoro portando con sé la sua famiglia, dovrebbero i miei figli fare i pendolari Bari- Rimini tutte le mattine per riuscire a finire la scuola? Ma soprattutto, il quasi 7% di studenti non italiani (che in Emilia, in Veneto e in Lombardia supera il 9%) a chi dovrà essere affidato? Secondo il principio del “cuius regio, eius religio” dovremo assumere insegnanti rumeni per i rumeni, cinesi per i cinesi, marocchini per i marocchini?
Ma noi, qui a Rimini, abbiamo un problema ancora più serio, perché confiniamo con uno Stato tutto pieno di extra-comunitari: la Repubblica di S. Marino.

Sono molto dubbiosa al riguardo e vorrei sapere che cosa ne pensa il nostro esimio ministro, perché mi è appena venuto in mente che mia cugina ci lavora, in questo territorio straniero. Devo toglierle il saluto, per non rischiare di perdere il posto? S. Marino si deve considerare facente parte del nord o del sud? Oppure, non appartenendo all’Unione Europea, va semplicemente equiparato al Burundi? C’è però un piccolo “però”: gli insegnanti sammarinesi prendono uno stipendio che è il doppio del mio; quasi quasi mi conviene chiedere asilo politico…

P.S.: non sono riuscita a trattare in modo serio una proposta così assolutamente risibile (mi verrebbero in mente parole ben più forti per definire la proposta del ministro, ma sono pur sempre un’insegnante… e poi, non sono sicura di sapere da quale regione hanno origine gli insulti che mi si affollano alla mente, quindi meglio non rischiare…)”

 

[via Lorella Camporesi su il blog de iMille]

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6 risposte a Ognuno a casa propria

  1. savomacario ha detto:

    Basta entrare in classe nei licei del sud per avere 6.
    Figurati con che punteggi esorbitanti insegnanti di dubbia bravura attraversano il Po (generalmente all’ottavo mese di una gravidanza non dichiarata).

    La signorina qui mi sembra un po’ troppo polemica: se lo può permettere? Sarà imparziale in aula? Sarebbe imparziale col figlio – non esattamente un genio, parrebbe – di Bossi?

  2. batta ha detto:

    Savo, non so dove tu abbia fatto il liceo, ma ti posso assicurare che anche al nord spesso è così! Il problema purtroppo è nazionale, ed è un problema grosso: un Paese si costruisce a partire dalla scuola, perchè è qui che si formano i suoi futuri cittadini.

  3. vitt80 ha detto:

    Caro Savomacario,
    gradirei ricevere un paio di spiegazioni: cosa vuol dire “basta entrare in classe nei licei del sud per avere 6”? significa forse che nelle desolate lande sudicie basta essere presenti in classe al liceo, per ottenere la sufficienza?
    nemmeno io come batta so dove tu abbia studiato, però so che sono calabrese (anche se trapiantata a Roma da 10 anni) e trovo la tua insinuazione di pessimo gusto e molto offensiva: te lo potrai permettere?
    poi: che vuol dire “figurati con che punteggi esorbitanti insegnanti di dubbia bravura attraversano il Po”? cos’è, un’insinuazione circa il fatto che molti incapaci buzzurri meridionali misteriosamente ed ingiustamente favoriti dalle leggi della sorte rubano il posto ai più valorosi colleghi del nord? anche in questo caso, la tua mi sembra un’insinuazione imbarazzante, che non mi aspetto di sentire da una persona che spesso fa commenti intelligenti ed articolati come quelli che fai tu.
    infine: potresti spiegarmi l’allusione all’ottavo mese di gravidanza non dichiarata? cos’è, è un crimine per una donna essere incinta? mi risulta che la gravidanza ed il puerperio siano un diritto inalienabile di tutte le lavoratrici (da almeno 38 anni, vedi la l. n. 300/70), oltre che un bisogno indispensabile per una società che soprattutto in questo momento storico non può permettersi una crescita demografica pari allo zero. quest’ultimo, mi rendo conto, è un dettaglio che al datore di lavoro fa sempre comodo dimenticare, ma sarebbe bene che vi fosse una cosciena particolarmente viva al riguardo.
    sono sinceramente turbata da questa espressione di sprezzante particolarismo locale, e mi permetto di invitarti ad una maggiore sensibilità nei confronti di chi, non per velleità ma per pura necessità, lascia la propria casa per spendersi e lavorare con impegno in un luogo spesso lontano ed ostile (soprattutto quando popolato da persone che fanno di queste affermazioni).
    credevo che queste fossero banalità oramai assodate: vedere che non è così francamente mi lascia basita.
    un’ultima cosa: non temere, non credo tu corra il rischio di una invasione di fastidiosi professorini meridionali dalle tue parti (che mi sembra di capire non coincidano con il meridione): ti assicuro, l’emigrazione meridionale è molto cambiata negli ultimi decenni, e chi proprio deve andarsene ambisce fortemente a mete (altri paesi europei o extra-europei) da tempo ben più ambite di una sistemazione a poco più di mille euro al mese in un sobborgo del nord-est. non temere, non credo la che la pureza del ceppo docente ariano sia destinata ad essere seriamente intaccata.
    Cordialmente,
    Maria Vittoria

  4. roy ha detto:

    @vitt80 va condivisa e integrata: la maggiorparte delle persone che si muovono in Europa è ormai di indefinita e composita origine etno-regio-nazionale; fuori dei confini d’Italia nessuno farebbe ragionamenti di quel tipo, senza esporsi ad un incontenibile ridicolo.
    Il povero Bossi è in condizioni psicofisiche veramente gravi (non è un commento politico, è una constatazione derivante da contatto diretto e personale di chi scrive) ma siccome la Lega non riesce ad individuare un successore (lui avrebbe designato Giancarlo Giorgetti, persona schiva e intelligente, ma i cadreghinari ministeriali si oppongono) devono mantenerlo in vita (politica) tipo il Generalissimo Franco o Yuri Andropov.
    Che non si renda conto di quello che dice, con un altro esempio, lo trovate in un mio commento su http://www.imille.org/2008/07/professoressa_sullorlo_di_una.html

  5. savomacario ha detto:

    Credo innanzitutto di dovere delle scuse a chi si è offeso: inutile dire che non ero di buon umore 🙂
    Mi riferivo più che altro all’indignazione che uno può avere quando qualcuno ti dice:
    “ho preso 99 alla maturità, eravamo 26 in classe, 14 miei compagni hanno preso 100 e lode”
    il che significa 14.000 € di premi elargiti dallo Stato in una sola classe…
    A questo aggiungete molte altre piccole o grandi cose…
    Ma è vero: è un ragionamento banalistico e infarcito di luoghi comuni e mi sento in dovere di scusarmi (ma mi riservo di continuare a credere che se il figlio di Bossi avesse la prof. in questione come insegnante ripeterebbe l’anno ancora a lungo), tanto più che chi ha un nick come il mio non viene da Bergamo alta 😀

  6. vitt80 ha detto:

    @ Savo: messo in questi termini il tuo ragionamento mi sembra pienamente condivisibile!
    ero certa che tra persone intelligenti e civili si potesse trovare un punto di incontro!
    @ roy: totalmente d’accordo anche con te. torno ora da un’esperienza alla City University di Londra, spiegare ad un inglese la differenza tra un insegnante calabrese ed uno lombardo è un’impresa impossibile e clownesca. anche perché, per loro, siamo tutti disorganizzati ed inaffidabili, tanto al nord quanto al sud….

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