iDroga

 

La i sta per “idiota”, naturalmente. Che si riferisce a tutti quelli che diffondono notizie false senza nemmeno prendersi la briga di controllare e verificare uno straccio di dato o di fonte. 

Tutto sembra partito da questa notizia del TGcom: “I-Doser, la droga diventa virtuale”. L’articolo parla di una nuova moda che starebbe nascendo nella rete, consistente nello scaricare file mp3 contenenti onde sonore, che avrebbero un effetto stimolante simile a quello di droga e alcool. Si, tutto al condizionale, perchè “Per ora non è stato accertato quali danni possa arrecare la cyber- droga, nè se dia dipendenza”. E il tutto condito da errori marchiani e contraddizioni evidenti (es: è una droga, si vende in dosi, ma si può anche scaricare, copiare e riutilizzare).

Ma intanto è il titolo quello che conta, l’articolo non lo leggono tutti. E la notizia viene riportata dal TG5 (trascrizione quasi integrale delle parole dell’articolo) da molti quotidiani online italiani, i quali ovviamente fanno copia-incolla e non si preoccupano di controllare. Risultato? La famosa casalinga di Voghera (o Padova, Frosinone, Palermo) da oggi in poi avrà un motivo in più per guardare con sospetto Internet e forse lo vieterà a suo figlio (il quale magari va in discoteca e si droga davvero).

Ovviamente, solo chi la rete la conosce davvero è in grado di sapere la verità: le reazioni sono furiose per la disinformazione contro Internet, e c’è chi in due minuti ha smontato tutte le teorie del colonnello Rapetto, comandante del GAT, Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza. A proposito, l’avete mai visto il sito del GAT? Occupandosi di Internet, volevano sembrare all’avanguardia: sembra disegnato da un bambino, e vi si accede dopo tre (e dico tre) animazioni flash. Google non insegna niente? Il sito più irritante della storia, fatto da chi dovrebbe essere un esperto.

Per inciso, l’ho ascoltato. Mi sono “fatto un file”. Non è musica, è rumore, e a me ha dato solo fastidio. Questi suoni dovrebbero stimolare la produzione di ormoni del piacere; se il principio è lo stesso della musica vera, allora lo ammetto: visto che sentire musica mi fa stare bene, sono un drogato!

Questi sono i media italiani, quelli che dovrebbero contribuire a difendere la democrazia, la libertà di parola, e a sviluppare il senso critico e civico dei cittadini? Stiamo freschi.

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26 risposte a iDroga

  1. Mich ha detto:

    Ho sentito anch’io la notizia da Tgcom, e subito ho sentito puzza di bufala. Andata a male.

    Batta non è che puoi mettere il link del tuo “pusher” che mi voglio sballare anch’io?? 🙂

  2. Mich ha detto:

    Aggiungo (scusate il doppio post) un sincero applauso a Paolo Attivissimo, lo sbufalatore per eccellenza, efficiente anche in questa occasione.

  3. nevevalenti ha detto:

    Gli intenti sono 2.
    Aiutare le multinazionali, evidentemente più delicate e bisognose di noi dato che praticamente sono le clienti fisse dei tutori dell’Ordine, a far sì che la gente (altissima la percentuale di analfabeti tradizionali, figuriamoci di ‘analfabeti digitali’ ) non scarichi robe da internet.
    Creare l’ennesimo spauracchio di internet, che non dev’essere consultato per cercare notizie o approfondimenti, perché è pieno di deviati (lo dice la Signora Graziottin) e di spacciatori e drogati (lo dice Mazzocchi).

  4. batta ha detto:

    Sul sito di i-doser puoi ascoltare delle “dosi” di prova: http://www.i-doser.com/sample.htm
    In più, basta una ricerca su qualsiasi rete p2p…

    Hai ragione nevevalenti, mi sembra di tornare a quando Vespa diceva peste e corna di Internet nel suo salotto televisivo… https://onematch.wordpress.com/2008/02/27/vecchi-e-nuovi-media/
    Grazie del tuo commento!

  5. savomacario ha detto:

    Be’ a me invece non fanno venire il mal di testa, e anzi non mi sembrano niente male…

    Se mi posso permettere, che multinazionali dovrebbe aiutare? La Bayer? Non vende abbastanza aspirina?
    E fidatevi, creare l’ennesimo spauracchio di Internet non avrà nessun effetto. Il p2p aumenterà ancora (più di così?)…
    Mi sembra che agli allarmismi per idoser e internet in generale, ora si siano sostituiti gli allarmismi di chi teme che internet possa crollare per così poco. Ridicolo. Chi usava internet, non smetterà. Chi non lo usava…

  6. nevevalenti ha detto:

    ‘Aiutare le multinazionali’ nel senso di dare un’idea terribile di chi scarica la musica, in generale (una cosa che non mi riguarda, dato che già la radio trasmette immondizia ad ogni ora e non vedo l’utilità di andarmene a scaricare altra da internet). Non guardare come tu, con il tuo background e con la giusta dose di discernimento, leggi la notizia. Pensa a l’effetto che fa questa notizia a chi di internet sa solo quello che gli dice Verissimo. 😉

  7. teo ha detto:

    A onor del vero nell’intervista al Colonnello Rapetto si parla di “ipotesi” e non di certezza. Inoltre, gli effetti che potrebbe causare l’ascolto di questi files, non sono solo di eccitazione ma, come spiega il Colonnello, sono stati emotivi che anche tu Batta mi sembra aver provato…il fastidio non è forse uno stato emotivo?

    Detto questo, la musica può effettivamente causare alterazioni a livello neurologico e psichico.
    Se anche questa è una bufala, va bene, aggiungiamo all’elenco degli idioti anche i medici che ricorrono alla musicoterapia per curare per esempio disturbi della personalità.
    Se curare questi disturbi è possibile, e mi sembra che lo sia, credo che sia ipotizzabile che sia possibile anche procurarli…. L’esperienza ci insegna che ogni cosa ha il suo contrario…

    In conclusione, è stupido incorrere in sciocchi allarmismi, ma mi sembra ancora più stupido pensare a priori all’impossibilità di questa evenienza.
    Si tratta di onestà intellettuale.

  8. Mich ha detto:

    Teo, a me non risulta che i musicoterapeuti siano medici veri e propri. Non ancora, almeno. Oggi mi risulta che la musicoterapia sia un rimedio abbastanza alternativo, un po’ come altre amenità ancora poco provate.

    In realtà però questo audio-peyote funziona, non è niente male, ho aggiunto la pagina ai preferiti 🙂

  9. Sterza ha detto:

    Di ciò parlavo con un amico stamattina.
    Questa notizia rimanda al film “strange days”….

  10. savomacario ha detto:

    Continuo a non vedere il problema: logico che chi non conosce internet, oltre a non esserne interessato, non fa nulla per conoscerla (praticamente al giorno d’oggi te la sbattono in faccia – a parte tim e vodafone… sentiti complimenti per le tariffe dell’iphone…), e anzi la percepisce come qualcosa di inutile da cui molti sono “ossessionati”: insomma, la vede come una malattia.
    Ma chi non conosce internet, al giorno d’oggi, diciamocelo, morirà senza aver conosciuto internet.
    Insomma: questi nuovi presunti pseudo-detrattori non hanno futuro, sono il passato, chiunque abbia meno di 30 anni ama la Rete e il p2p…

    P.s.: Mich, i musicoterapeuti non sono medici (musicisti mancati?), d’altra parte i medici veri usano la musicoterapia…

    Un’ ultima cosa: prima di vedere congiure internazionali e attentati alla libertà virtuale, non dimentichiamoci che si tratta di prodotti in vendita! E si pagano anche profumatamente… Si paga 15 $ circa per sentire questo suono come di ventilatore!

  11. savomacario ha detto:

    Un’ultimissima cosa: per l’appunto, è un “forse”: forse è pericoloso, forse è illegale…
    Non c’è nulla di certo: io sono convinto che Batta abbia ragione quando si autodefinisce “uno di quelli che la conosce davvero” [internet], ma mi sembra un po’ semplicistico attaccare così le affermazioni (che siano queste poi?) del colonnello Rapetto.
    Quanto al sito del GAT… Io non sono sicuro di essere un esperto della Rete, nè di conoscere la burocrazia italiana a fondo, ma non credo che i membri del GAT abbiano creato il loro sito.

  12. MaRty ha detto:

    E’ vero i musicoterapeuti non sono medici veri e propri Mich, ma non puoi dire che medici veri come psicologi non consiglino sedute di musicoterapia per curare o comunque aiutare persone con disturbi della personalità (come ad esempio gli autistici o i malati di Alzheimer ).

    E’ anche vero che sia un rimedio alternativo, ma hanno dimostrato più di una volta che come cura funziona (non a caso in molti paesi la musicoterapia è già stata istituzionalizzata e anche in Italia si sta cominciando a provvedere).

    Comunque anche all’inizio la psicologia era vista come la musicoterapia oggi, eppure negli ultimi tempi sempre più persone ricorrono a questi esperti…quindi che ne sai che tra qualche anno la musicoterapia diventi una scienza vera e propria con tanto di università?

  13. teo ha detto:

    in principio furono ippocrate e pitagora.
    La musica ha grande influenza sulla psiche: esempio stupido, i bambini se gli canti la ninna nanna si addormentano; esempio serio, aumenta le prestazioni a livello anche sportivo. Chiedere alla nazionale brasiliana del 70, che si allenava a ritmo di samba per aumentare la coordinazione.

    ok, come medicina puoi considerarla “un’amenità”, ma è indubbio che in sè trasmette qualcosa, sia rabbia, apatia, sensazione di pace o calma.
    Ed eccitazione: i ritmi tribali aumentano la produzione di adrenalina.. e questo è provato. Caricano. Se anche su questo non siamo d’accordo, buttiamo nel cestino la storia millenaria della musica.
    Mich, queste sensazioni non avranno effetti sul corpo, ma sicuramente l’hanno sulla psiche!

    Orfeo, che poteva placare le fiere col suono della sua lira… i suonatori indiani, che placano i cobra..
    Tutti concordi nell’affermare che la musica rilassi, tutti scettici sul fatto che ecciti…

  14. batta ha detto:

    Andiamo con ordine:
    Savo: il p2p non è il web, non semplifichiamo. Quindi se anche dovesse aumentare il p2p (non credo) la diffusione di Internet non avrebbe alcun vantaggio. Inoltre, è assolutamente ovvio che chi conosce internet ci mette due minuti a sbugiardare questa notizia: ma il problema è che la stragrande maggioranza delle persone prende per buona la prima cosa che sente. E’ questo il problema, ed è un problema serio. Non banalizzare dicendo che chi non lo usa continuerà a non usarlo… Non credo che Internet sia la soluzione a tutti i mali del mondo, ma è un potente canale di informazione; tutti dovrebbero potervi accedere, senza pregiudizi.

    Teo: partiamo dal presupposto che, come ho detto prima, la gente ricorda la prima cosa che sente, e neanche tutta. Se tu dici “droga su internet!” (titolone) e poi “non ci sono prove” (all’interno, in piccolo), secondo te qual è il messaggio che passa? Scusate la semplificazione, ma qui mi sembra che abbiamo perso di vista il nocciolo della questione: l’effetto sulle persone della notizia, non della musica.

    In ogni caso grazie a tutti: mi fa piacere che la discussione sia così accesa!

  15. savomacario ha detto:

    No batta: non semplificare.
    Chi parla male di internet? Chi non l’ha mai usata. Chi non l’ha mai usata non la userà mai.
    Non so se questa sia una semplificazione o una banalità. Ma so che le banalità e molto spesso le semplificazioni sono cose vere.

    Le canzoni sono vendute su cd, o si possono trovare sul p2p.
    p2p e torrent per i quali mi risulta sia necessaria una connessione internet.

  16. savomacario ha detto:

    Credo che il tuo problema sia confondere Internet con internet. Sono due cose diverse.
    La prima indica la Rete.
    La seconda l’accesso alla Rete.

  17. teo ha detto:

    La semplificazione che fai batta non è scusabile… è inquietante: la notizia passa attraverso il titolo? Ma da quando?
    E’ alla base del giornalismo: il titolo deve attirare l’attenzione… Io leggo “droga su internet”, oddio, mi preoccupo. Corro a leggere. Arrivo ad una conclusione.
    Il problema che poni batta non è “l’effetto della notizia sulle persone”… ma il livello di intelligenza della persona media… e mi sembra che tu le reputi molto basso…

  18. savomacario ha detto:

    Sarà il jet-lag… Doveroso quantomeno ribattere su queste ultime tue uscite, la vacanza fa male al tuo spirito di blogger 🙂

  19. roy ha detto:

    Non è del tutto vero che il titolo di un articolo è soltanto una calamita per il lettore, o, all’estremo opposto, che assorbe la notizia; il sistema di distorsione è più complesso.
    Il testo dell’articolo deve essere verosimile, se non vero.
    Il sottosistema occhiello-titolo-catenaccio no.
    I giornalisti accusati di diffamazione per sottosistemi (molto più visibili e d’impatto del testo) violenti o insultanti si giustificano sempre dicendo che nei giornali un soggetto scrive l’articolo, un altro lo intesta a gusto suo (ma non è sempre vero che i due non si parlino).
    In tv lo stesso effetto di distorsione e amplificazione si ottiene con i cosidetti “titoli dei tg”; frasi brevi, ad effetto, con tono gridato, di volume superiore al normale (seguiteli con attenzione, lo noterete), con parole chiave inespressive ma evocative (“polemica”, “scatta”, “terrore”, “manette”, … ) con lo scopo di suscitare “allarme” per qualcosa che sta accadendo “di grosso” (e magari è il solito servizio in cui si dice che quando ci sono 40° è meglio non bere un bottiglione di vino, mettersi la maglia di lana e fare pesi sotto il sole alle due del pomeriggio, ma bere acqua, mangiare frutta e stare all’ombra… )

  20. batta ha detto:

    Non è il jet lag Savo: è il fuso orario! Se noti scrivo sempre a orari “strani”… 🙂

    Non dirmi che tu sei uno di quelli che dice “se il mondo è così lasciamolo pure com’è”. Credi di vivere nel migliore dei mondi possibili, come Rousseau?
    Ripeto, Internet non è la salvezza del mondo, ma il fatto che molte persone non lo usino e non lo conoscano è un male.

    Scusa teo, ma quello che tu descrivi è ciò che fanno le persone serie, attente, curiose; non so che opinione abbia tu della persona media ma direi alta. Forse troppo. Non credi che i titoli siano ciò che colpisce di più, come dice roy? Io credo di si, purtroppo.

  21. Mich ha detto:

    Ragazzi, per precisare e chiudere la questione sulla musica, sulla quale mi sono espresso una po’ maluccio: la musica influenza l’umore e in un certo senso la psiche. Vero. C’è una differenza enorme però tra questo e una cura: se ho le scatole girate, ascolto Bach e mi passa; se ho mal di testa, prendo un’aspirina. Ora, se voglio buttare via 15$ per rincitrullirmi un monento, mi ascolto un brano di i-doser, se voglio sballarmi e ottenere effetti concreti mi calo una pasticca. Quindi, la notizia diffusa così alla leggera dai media è una colossale bufala: dà informazioni su una delle mille fregature on-line: compra, ascolta, e ti vengono le allucinazioni. E’ come se al tg dicessero: grande novità su internet, si vendono rimedi che fanno allungare il pene (tipica fregatura internettiana, non che l’abbia provata, chiariamoci) 🙂

    Ultimo appunto sulla musicoterapia: i medici veri la consigliano a chi ha disturbi della personalità come aiuto, per rendere più efficace la cura. Non c’è nulla di sbagliato, ma non è “curare”. Allo stesso modo, andare in montagna a rilassarsi fa bene perchè fa passare lo stress e fa dormire meglio, ma non ti “cura”. Anche qui, quante volte i medici lo consigliano?
    Spero si sia chiarita la questione 🙂

  22. savomacario ha detto:

    No assolutamente, è il peggiore dei mondi possibili…
    E lo cambieremo!

  23. teo ha detto:

    Che dire batta: l’ignoranza non è giustificabile, la curiosità non è una cosa che si impara.

    Sì savo… la nostra democrazia può farcela!

    Una democrazia basata. su persone poco curiose, poco attente, poco serie (la maggioranza, quindi la parte forte)

    mi domando allora internet come possa servire: metà dei siti è pornografico, un quarto è pieno di sciocchezze, un quarto di cose intelligenti.
    Dato che l’uomo medio non è nè batta nè roy è facile intuire quale sarà il quarto di internet che non verrà preso in considerazione.

  24. batta ha detto:

    Pessimismo a go-go! 🙂

    Internet è come qualsiasi strumento umano: se usato bene può essere molto utile, se usato male può essere inutile, o fare danni. Su questo mi pare che siamo tutti d’accordo!

  25. batta ha detto:

    A proposito di notizie che non sono notizie e del ruolo dei titoli nell’informazione

    http://www.wittgenstein.it/2008/07/05/notizie-che-non-lo-erano-21/

  26. batta ha detto:

    Ecco, a distanza di mesi Repubblica ci riprova.
    Pezzo identico a quelli già scritti ai tempi; ma dico non si vergognano?

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