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Credo che il compito di un buon blogger sia paragonabile a quello di un giornalista, anche se su scala diversa: osservare il mondo che lo circonda, proporre ai propri lettori argomenti interessanti e spunti di riflessione, dai quali ognuno possa partire per formarsi una propria opinione. In una certa misura anche commentare, magari provocatoriamente, una notizia, così da provocare una reazione: non c’è niente di peggio di una massa di lettori  apatici, che non ragionano sulle notizie che sentono. La discussione e il confronto delle idee sono fondamentali.

Faccio questa doverosa premessa perchè qualcuno potrebbe chiedersi come mai ci sono argomenti che tocco spesso nelle mie riflessioni: questo dipende dal fatto che alcuni avvenimenti non possono essere ignorati, per la rilevanza che hanno per la vita pubblica, e anche per la vita di ciascuno di noi.

Quindi, a prescindere da qualsiasi valutazione di tipo politico e sull’opportunità di certi provvedimenti (eufemismi) voglio far notare ai miei lettori due cose: la prima è che per due volte in pochi giorni (a Bruxelles la settimana scorsa e ieri alla Confesercenti) il nostro Presidente del Consiglio ha alzato la voce, attaccando duramente la magistratura e alterandosi visibilmente. Potrebbe essere un ulteriore segnale del suo nervosismo per la situazione in cui si trova il suo governo. Ma la rabbia personale non dovrebbe trovare spazio in un uomo che esercita la sua funzione.

Inoltre, mi ha colpito il fatto che, mentre da mesi sembra che l’Italia sia tutta intera al fianco di Berlusconi, pronta ad assecondare qualunque sua mossa e a sostenerlo nonostante tutto, ieri proprio all’assemblea della Confesercenti si è avuto un primo, piccolo segnale che questa situazione non è così semplice come sembra. I fischi ricevuti dal Presidente del Consiglio, nonostante restino per ora un episodio isolato, dovrebbero far riflettere il Governo: non voglio dire che c’è un calo di consensi, ma la fiducia popolare non è data una volta per tutte, è un patrimonio che può essere dilapidato se si fanno scelte sbagliate. 

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15 risposte a Segnali

  1. savomacario ha detto:

    Ma la Confesercenti ha mai approvato l’operato di un qualsiasi governo?

    Se Berlusconi impiega 40 minuti a percorrere pochi metri alla festa della Repubblica è un problema perchè è uno showman, poi passano 23 giorni e una piccola contestazione è il nuovo problema: ha perso la fiducia del Paese.
    (che sia Berlusconi il problema, e non il suo livello di popolarità?)

  2. teo ha detto:

    Ma soprattutto: da quando l’italia tutta si è dimostrata al fianco di berlusconi??

    Non capisco francamente, mi sembra palese che berlusconi non piaccia a tutti, non trovo nulla di strano nel vedere una minoranza che lo fischia, mica tutti possono tifare la stessa squadra!

    Normale che ad ogni evento ci sia sempre qualcuno che contesta: pensate che quando Veltroni e il suo governo ombra si metteranno a fare il girotondo nessuno gli griderà ANDATE A LAVORARE?

  3. roy ha detto:

    Mi sembra che Teo colga nel segno: l'”andate a lavorare” forse è l’equivalente del labiale che si coglieva tra molte delle persone presenti all’assemblea di Confesercenti: “…ma basta!”.
    Nel senso che quando per l’ennesima volta l’imputato pauroso ha piagnucolato che ce l’hanno tutti con lui, i presenti si sono un po’ scocciati, perché preferivano sentir parlare di questioni concrete (concrete per tutti e non solo per uno).
    A proposito di concretezza: le grandi uscite del ministro Brunetta sui dirigenti pubblici erano contenute nella direttiva 6 dicembre 2007 del Ministero per le riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione, a firma dell’ex ministro Nicolais (Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008 )

  4. batta ha detto:

    Di certo la confesercenti non è un covo di pericolosi bolscevichi!🙂

    Comunque io non ho mai detto che Berlusconi è in crisi e ha perso la fiducia del Paese: non credo che sia così. Mi limito a far notare alcune cose e a proporre delle interpretazioni.

    Grazie delle tue precise segnalazioni roy!

  5. savomacario ha detto:

    @roy:
    direttiva 6/12/2007 che è direttamente finita dritta dritta nel cestino, se il problema si è riproposto!

  6. teo ha detto:

    E mentre tutti cercano di mandare in galera berlusconi, non riescono nemmeno a far rimanere dentro un pericoloso serial killer della mafia.

    Detto questo, torniamo al nostro discorso: ringrazio roy per la segnalazione, sono contento di constatare che allora il vecchio governo qualche idea intelligente l’aveva davvero! Mi chiedevo infatti come qualche persona potesse aver votato per una coalizione che come prima cosa regala all’italia un bell’indulto (per questo credo che facciano meglio a giocare al girotondo che a lavorare..)
    Infine, concordo con savo: tutti possono avere buone idee.. ma alla fine contano i pochi che riescono a realizzarle.
    Spero che il ministro riesca, in caso contrario sarà giusto criticarlo.

  7. roy ha detto:

    @teo: “tutti cercano di mandare in galera berlusconi, non riescono nemmeno a far rimanere dentro un pericoloso serial killer”
    Non so se un serial killer sia uscito dal carcere e non so perché. Comunque è uno su sessantamila detenuti. Perché il problema dei numeri non è da poco.
    B. parla di – più o meno – ottocento magistrati che gli hanno ‘dato la caccia’ e di aver subito quasi novecento udienze penali.
    B. è stato indagato da procure della repubblica, nelle quali sono in servizio in tutto circa duecentocinquanta pubblici ministeri.
    E’ difficile pensare che abbiano perso tempo con i suoi sei o sette processi (un numero fisiologico per qualsiasi imprenditore, anche onesto, fa parte delle evenienze dell’attività di impresa, ma nessuno corre dalla mamma a piangere) tutti coloro che per caso si trovavano a lavorare lì; oppure (altra cifra da considerare) che il venti per cento di tutti i magistrati che in Italia si occupano del settore penale, e che annualmente trattano oltre un milione di procedimenti, si siano dedicati a lui.
    Mi sembra un eccesso di voglia di sentirsi più importante e considerato, nel bene e nel male.
    E’ terreno per gli psichiatri.
    Quanto alle udienze, a memoria d’uomo B. ha partecipato ad una sola udienza, a Milano. E comunque la necessità di fissare continuamente nuove udienze nei suoi processi è derivata in genere dalle istanze dei suoi difensori.
    Chissà che la chiave per spiegare molte cose non stia proprio in questi soggetti: B. ha detto quanto li ha pagati, una cifra spropositata.
    Pensate ad un medico furbo che abbia la fortuna di incontrare un cliente terrorizzato dalle malattie: lo convincerà di essere gravemente malato, di essere sotto attacco di virus e batteri, di avere bisogno di interventi speciali e costosi.
    E magari bastava un medicinale da banco. E magari a B., nei suoi processi bastava partecipare a qualche udienza in più, rivolgersi con serenità e rispetto ai suoi giudici, farsi spiegare con semplicità le sue imputazioni … insomma un paio di aspirine

  8. savomacario ha detto:

    Credo si riferisse al killer della mafia liberato in Puglia, con, se non erro, 13 uccisioni a suo carico…
    Hai ragione: il problema dei numeri non è da poco. Uno su sessantamila… non è un problema giusto? Anche un altro non è un problema. Un terzo meno che mai. Quando sorge il problema? A quota sessantamila?

  9. teo ha detto:

    Per chiarezza, si definisce assassinio seriale chiunque uccida più di due persone…
    Cmq effettivamente non sono serial killer (parlo al plurale perchè i numeri contano, sono in tutto 9 i boss liberati) ma sono accusati accusati di omicidio, duplice omicidio, associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti… tutti responsabili delle pagine più nere della faida del gargano.
    Giusto perchè i numeri contano, 9 feroci assassini: permetti che mi preoccupi visto che tra gli altri sessantamila detenuti ci sono prostitute, evasori fiscali, spacciatori, ladri semplici, rapinatori?
    Sono una minoranza.. ma se sono la minoranza più pericolosa permetti che mi preoccupi??

    Ritornando a berlusconi: sono dell’idea che un reato sia sempre un reato. Tutti devono venire condannati. Ma dato che in italia non avviene e i numeri contano diamo la precedenza alle minacce serie…

  10. bat59 ha detto:

    Interessante la questione dei numeri: non so se purtroppo o per fortuna abbiamo 1357 ergastolani.
    Sui casi enumerati da Teo:
    la percentuale di evasori fiscali in carcere è 0,0% (non è un paradosso, è così, dal 2000 in poi si è provveduto a ‘lasciar perdere’: è negli USA che gli evasori vanno in carcere), la prostituzione non è reato.
    E poi : ma perché dire semplicisticamente che “in Italia non avviene”? Allora nelle carceri riscoppiate dopo il passeggero effetto dell’indulto chi c’è? dei gitanti?

  11. teo ha detto:

    Tutti devono venire condannati, per qualunque reato.
    Ma come si dice, la legge è uguale per tutti… ma non tutti sono uguali! Per me in italia siamo lontani dalla uguaglianza sostanziale di fronte alla legge….

    Riguardo le prostitute, la prostituzione non è reato, ma le prostitute nelle carceri femminili ci sono sempre state.
    Per piccoli furti, per aggressioni ai clienti.. perchè non possono permettersi una degna difesa.. sono solo ipotesi naturalmente, non sono molto informato sulle carceri femminili e non vorrei dire sciocchezze.

  12. savomacario ha detto:

    Credo che il problema sia proprio guardare ai numeri:
    “Non so se un serial killer sia uscito dal carcere e non so perché. Comunque è uno su sessantamila detenuti.”
    Qui c’è qualcosa che non funziona… Se un serial killer esce di prigione non credo di fare voli di fantasia se immagino che ucciderà di nuovo. E se dovesse uccidere di nuovo, chi glielo spiega alla famiglia dell’eventuale vittima che l’assassino era solo uno su sessantamila?
    Comunque è uno su sessantamila.
    Comunque?

  13. batta ha detto:

    Savo, il problema che tu hai posto si chiama vaghezza quantitativa. (uno con zero capelli è calvo. e con 1? con 2? e così via)
    Anche un solo caso è un problema, ma guardiamo in faccia alla realtà: pensate sia colpa dei magistrati? Credete alla ridicola equazione dipendenti pubblici=fannulloni?

    Credoc che la colpa sia di un sistema che permette di mettere loro i bastoni tra le ruote in mille modi, e che li carica di troppi procedimenti. Sono uomini, non macchine.

    Quanto a quello che diceva roy, leggevo l’altro giorno che qualcuno (forse Scalfari) paragonava Berlusconi ad Andreotti: anche il secondo ha avuto molti processi e accuse, dei più svariati tipi: ma si è mai lamentato, ha mai accusato la magistratura, ha mai usato il potere di cui disponeva per cambiare il corso dei procedimenti? No.

    E’ questa tutta la differenza che passa tra una persona normale (e uomo di Stato, pur con tutte le sue contraddizioni), e il signor Berlusconi.

    Non lasciamoci andare a luoghi comuni, sentito dire, banalizzazioni e generalizzazioni per favore.
    Grazie a tutti per la vostra partecipazione!

  14. bat59 ha detto:

    La questione femminile nelle carceri è di grande interesse: credo ci debba far riflettere la proporzione – nei detenuti – tra uomini e donne; il sito del Ministero della Giustizia segnala la proporzione 95% uomini 5% donne (http://www.giustizia.it/statistiche/statistiche_dap/det/detg21_sesso.htm).
    La proporzione è attendibile (le statistiche penitenziarie sono ‘deboli’ solo sui numeri assoluti, a causa delle centinaia di nuovi ingressi ogni giorno).
    Le donne sono più ‘buone’? detta così non mi convince. Ma forse gli uomini sono più violenti, appropriativi, rapaci.

  15. savomacario ha detto:

    La colpa è dei magistrati? No: la colpa è di chi commette i reati!
    L’hai detto anche tu: anche un solo caso è un problema! Non dovremmo distinguere tra omicidio, bancarotta fraudolenta, e altri reati minori? Io ricordo di aver sentito qualche anno fa di un uomo denunciato per aver rubato un kit kat in un supermercato: scommetterei che la sua prigione se l’è fatta.
    Perchè non distinguere tra i reati?
    Perchè gli austriaci che estraevano l’amianto in Piemonte una volta saputo dell’indulto in Italia non si sono nemmeno degnati di continuare a pagare i danni alle famiglie dei lavoratori
    (che hanno ucciso)
    alle quali hanno provocato serie malattie?

    P.s.: buona vacanza!!!

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