Rimandata in economia

 

Scrive Federico Rampini su Repubblica di ieri (3/5/08):

 

Dal Washington Post: “La proposta di Hillary Clinton di abolire la tassa di 18,4 cenetesimi a gallone sulla benzina per quest’estate è criticata dagli economisti i quali osservano che quest’idea, avanzata inizialmente da John McCain, sarebbe controproducente. Lo sgravio fiscale incentiverebbe i consumi in un periodo in cui l’offerta è scarsa. Inoltre le compagnie petrolifere per le strozzature dell’offerta non ridurrebbero di altrettanto il prezzo alla pompa e aumenterebbero i loro margini di profitto”.

C’è chi (come il nostro columnist Paul Krugman) continua a sostenere che Hillary Clinton, per quanto non particolarmente simpatica, sia più concreta, più di sinistra, meno demagogica del suo rivale Barack Obama. Ecco un motivo di riflessione. Con la promessa di tagliare l’accise sulla benzina in un colpo solo la Clinton ottiene tre risultati: 1) fa una promessa demagogica agli automobilisti americani, già oggi i più “viziati” del mondo per la bassa pressione fiscale sui carburanti; 2) va a caccia di simpatie tra le compagnie petrolifere, come se non fossero già state abbastanza coccolate dalla famiglia Bush; 3) si allinea per l’ennesima volta con McCain contro Obama (quest’ultimo ha condannato l’idea dello sgravio sulla benzina).

Se tanto ci dà tanto, l’America sotto la leadership di Hillary rischia di non offrire un luminoso esempio di lungimiranza a paesi come la Cina e l’India, ai quali noi occidentali continuiamo a predicare la necessità impellente di risparmiare energia e ridurre l’inquinamento. In quanto agli europei, si preparino a una dura battaglia per il Kyoto 2…

 

La Clinton dimostra di non aver ponderato bene le conseguenze di questa sua proposta (e di non aver considerato la legge della domanda e dell’offerta): dal punto di vista economico è controproducente perchè stimola il consumo, con conseguente rialzo dei prezzi, proprio in un momento in cui si dovrebbe adottare una politica più lungimirante sui carburanti.

Dal punto di vista politico ha il solo effetto di continuare la assurda battaglia all’ultimo sangue che si sta consumendo tra Hillary e Obama, con la prima che, come in questo caso, paradossalmente si ritrova spesso vicina alle posizioni del conservatore McCain in contrasto con l’altro candidato democratico.

PS: preciso che questo NON è un endorsment, cioè non vuol dire che preferisco Obama o McCain per la corsa alla Casa Bianca. Una notizia è sempre una notizia!

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