Alcune riflessioni a proposito della vicenda del ragazzo di colore ucciso l’altro giorno da due uomini a Milano.
Probabilmente ha ragione chi afferma che in questo caso non è questione di clima: è questione di cervello. Sarebbe successo anche prima, perchè il problema è che quelle due persone non sono in grado di frenare i propri istinti (precedenti penali, descritti come attaccabrighe dagli abitanti del quartiere). Non credo proprio che inseguendolo con una spranga in mano pensassero al “clima”.
Mi ha colpito più di tutti la moglie/madre dei due, che ha dichiarato senza alcuna remora “Sono razzista al cento per cento”. E’ ancora più stupefacente che sia proprio lei a ricordare un attimo dopo che “il razzismo l’ho dovuto subire io, quando sono arrivata ragazzina dalla Puglia. Sui teloni scrivevano: “Non si affitta ai terroni”. Ma noi venivano qui per lavorare, non per stuprare e rubare”. Stuprare e rubare: per molti italiani, questa è l’occupazione principale dei milioni di stranieri (regolari o meno per loro fa poca differenza).
Infine una precisazione: probabilmente si scateneranno delle polemiche sul fatto che il Pm Roberta Brera abbia deciso di non contestare ai due imputati l’aggravante di razzismo. Già si leggono i titoli: “Pm, non è stato razzismo”. Invece non è proprio così, perchè è stata contestata l’aggravante di “futili motivi”: che è forse più generica, ma anche meno difficile da sostenere in aula. E’ stata dunque giusta la scelta, di natura prettamente tecnica, del Pm.


Batta, qualcosa non mi torna…Ai TG hanno mostrato un’intervista alla signora in cui dichiarava praticamente l’esatto contrario di quanto dice Repubblica; e poi, per chè il titolo “non si pente”? E chi l’ha detto? L’intervistata no, o almeno non mi risulta.
E, per quanto riguarda la scelta del Pm, io la trovo anche logica, non solo tecnica. L’equazione “morto nero”=”omicidio razzista” non esiste proprio.
Bè il fatto che non l’abbia detto in TV non vuol dire che non l’abbia detto del tutto, questo mi pare ovvio. Io ho riportato quelle parole perchè mi hanno molto colpito, e non credo che il giornalista di Repubblica se le sia inventate di sana pianta, essendo anche tra virgolette e non essendoci traccia di una smentita da parte dell’interessata (sono passati due giorni).
Il titolo del pezzo è “non si pente”, secondo me perchè come sempre succede in questi casi nessuno (familiari, amici) ha detto “hanno fatto una cosa stupida, purtroppo sono colpevoli”. Si cercano sempre le più varie giustificazioni per un atto che non può in alcun modo essere giustificato per la sproporzione della reazione alla presunta offesa.
E’ interessante vedere come gli amici del ragazzo ucciso fossero disarmati, armati di un bastone raccolto da terra, e armati di una mazza da baseball, a seconda delle varie cronache.
vengono qui solo per delinquere altre che lavorare: fora di bali!
@Padano: Augh!
@Batta: Insisto, ma la signora al TG ha detto (non rocordo le esatte parole) di non poter neanche chiedere il perdono, data la gravità dell’azione.
Poi, io come in tutti i casi aspetto a giudicare con certezza. Siccome ogni due ore si sente una versione diversa di questa faccenda, per me può esserci stata un’aggressione animale e razzista così come una singola bastonata mortale data per difendere il padre (quest’ultima è la versione del ragazzo, ad esempio). Quindi qualsiasi titolone sensazionalistico, che sia de “La repubblica” o di “Libero”, per me è inutile.
@padano: zi badrone uomo bianco di badània!
@roy (&padano):
Il perbenismo ha già fatto troppi danni.
Ecco un uomo che crede nelle sue idee!
Giuste? Sbagliate? Non importa, sono sue e le manifesta senza farsi problemi…
L’importante è pensare!
Per tornare però i.t., vorrei chiedere a batta una cosa:
).
perchè – mi pare di capire – vorresti che fosse contestata l’aggravante di razzismo?
In fondo, pensaci bene… La nostra società vuole essere integrata? Non dovremmo allora pensare che un immigrato venga bastonato in quanto uomo, indipendentemente dal colore della pelle? In fondo, pensandoli come discriminati, anche tu fai del razzismo (nel senso letterale, intendiamoci
Comunque se la signora del Sud emigrata al Nord si dichiara razzista, necessariamente la cosa deve far riflettere…
E’ preoccupante questo razzismo dilagante, non credete?
Mich, in effetti pare che anche le versioni dei due uomini siano discordanti tra loro, quindi fai bene ad invitare alla prudenza.
Wowbagger, io non vorrei che fosse contastata l’aggravante di razzismo!
Il tuo ragionamento sembra corretto, ma nasconde un’insidia: sarebbe perfetto in una società in cui il razzismo non esistesse, ma purtroppo non è così, e lo Stato deve proteggere coloro che ne sono vittime. E’ un po’ come dire che lo Stato deve aiutare indigenti, anziani, tutte categorie “deboli”.
Ringrazio tutti voi che esprimete in modo così civile le vostre opinioni!
Innanzitutto, concordo con la tua notazione tecnica circa la contestazione dell’aggravante, che trovo fine e arguta.
Circa il fatto, a mio modesto avviso le considerazioni da abbozzare sarebbero molte, e trovo sconcertante – pur nel rispetto di qualsiasi opinione – che si possa avere da dire solamente: “fora di ball”. Forse il problema più grande è che la considerazione del mondo si è per tutti ridotta a se stessi e – al massimo – ai propri parenti e amici. Se quella madre/moglie e i due presunti assassini si rendessero conto che per l’universo la loro vita non vale una briciola in più di quella del povero negro o di quella di qualsiasi altro essere…
Ciao Petronio, scusa per il ritardo nella risposta!
Concordo con quanto hai detto, l’atteggiamento della maggioranza degli italiani è molto sbagliato, e direi miope. La battaglia contro la multiculturalità è persa in partenza, perchè la società va inesorabilmente verso quella direzione: gli immigrati sono una risorsa per un Paese come l’Italia.
Esemplari sono le parole di Matteo Fraschini, italiano, nero, tornato a vivere in Africa: «L’Italia è rimbambita dai pregiudizi. A Milano non posso chiedere nemmeno un’indicazione stradale che le signore si tengono la borsetta stretta. Tutti pensano che li vuoi aggredire. L’italiano medio si stupisce che una persona di colore sappia usare i congiuntivi. A Milano mi ferma la polizia e mi chiede dove ho rubato la macchina»
[via Giglioli]
La citazione di Fraschini mi fa venire in mente un vecchio episodio di cronaca.
Ruud Gullit, nero olandese, che entra in un negozio e ne viene cacciato in malo modo in quanto “vu cumprà”, vecchio epiteto dei venditori ambulanti stranieri.
Ma Gullit – il negoziante ahilui non lo sapeva – era un ricco e famoso calciatore, capace di parlarne a un giornalista.
Forse con l’oscena parola “extracomunitario” si offre a quegli italiani inesorabilmente sconfitti, destinati a rimanere in fondo alla scala sociale, tagliati fuori dal veloce mondo di domani, l’occasione di trovare qualcuno di cui poter dire “io sono meglio di lui”
“l’oscena parola “extracomunitario” ”
Cosa c’è di osceno? E’ una parola che esprime perfettamente il concetto. Anzi, è un termine moderno; tempo fa “forestiero” era tra i più gentili.
Mi sembra di sentire chi corregge quelli che dicono “spazzino” invece di “operatore ecologico”..va bene l’eufemismo, però a cosa serve?
@Mich: appunto! il cacofonico “extracomunitario” equivale all’ipocrita “operatore ecologico”, con la differenza che non è a fin di buonismo ma a fin di stigmatizzazione degli stranieri poveri e/o rompipalle.
Nessuno dice “extracomunitario” di un cittadino svizzero o di uno statunitense; i compagni di corso di uno studente di Taiwan che fa un master alla LUISS non lo chiamano “extracomunitario”.
Il termine più semplice e tecnicamente corretto è “straniero”; cioè “non cittadino dell’Unione Europea”. Ma qualcuno per designare uno spagnolo dice “cittadino dell’Unione”?
Proviamo a immaginare che in assenza di un altro termine spregiativo “extracomunitario” equivalga a “terrone” dei tempi passati.
Anche quello aveva un senso: originariamente deriva allo spagnolo ‘teròn’, zolla: indica il contadino povero; nell’Italia del Nord diventa eponimo secondo alcuni di ‘terra ballerina’ (per i terremoti dell’Italia meridionale) o, più spregiativamente di ‘faccia di terra’ (o ‘faccia di palta’, per il colorito più scuro dei nostri negri italiani di allora).
C’è sempre una spiegazione; c’è sempre un’ipocrisia; secondo me bisogna vedere il significato che il termine assume in concreto.
E in concreto quel termine, oggi, mortifica chi lo subisce.
Anche a me viene spontaneo, quando sento la parola “extracomunitario”, pensare a svizzeri, americani, australiani e quant’altro…
E ora che la Romania fa parte dell’Unione Europea, perchè i rumeni continuano ad essere chiamati così?
Per non parlare di quelli che chiamano “marocchini” tutti gli stranieri, appunto: provenienti dai Balcani o dall’Africa centrale, chissenefrega.
Penso che si vada a periodi: all’inizio erano tutti albanesi, poi tutti marocchini, probabilmente tra poco saranno tutti rumeni, visto che ora l’attenzione è concentrata su di loro.
Ma queste sono solo questioni terminologiche… Grazie roy per la precisione!
Veramente io intendevo “extracomunitario” come “spazzino”, non come eufemismo, ma vabbè
Grazie della precisazione
Ma ormai la parola trascende il significato originario, e se volessimo essere pignoli, avremmo dovuto da tempo cambiare molti termini.
Per esempio il nostro pianeta è notoriamente di colore blu, ma a nessuno viene in mente che forse non dovremmo chiamarlo Terra…
Che fine ragionamento wowbagger!