Non sarà il caso di invadere la Birmania?
La proposta è stata lanciata dal periodico Time, forse con intento provocatorio, ma di sicuro con l’obiettivo di fare riflettere su una semplice questione: perchè si pretende di esportare la democrazia solo in alcuni Paesi? Se vogliamo dirla tutta, gli iracheni sotto il regime di Saddam stavano meglio dei birmani sotto il potere della giunta militare che li governa.
E allora perchè l’Iraq è stato liberato dai nostri eserciti? Perchè era un presunto pericolo per noi, e perchè possedeva alcuni dei più grandi giacimenti petroliferi del mondo. Ma ufficialmente per liberarlo dall’oppressione di un dittatore.
Perchè la Birmania no allora? Perchè sul suo territorio non ci sono materie prime, perchè non minaccia in alcun modo la nostra sicurezza, e perchè ha alleati molto, molto potenti (la Cina).
Ovviamente nessuno invaderà mai la Birmania, e sarebbe anche sbagliato farlo. Ma è giusto porsi il problema di cosa fare se la giunta militare continua a rifiutare l’ingresso nel Paese di aiuti internazionali. Gli Stati Uniti hanno subito chiarito che non prenderanno alcuna iniziativa senza il permesso del governo locale; il governo tedesco starebbe valutando la possibilità di un intervento umanitario anche senza permesso; il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner chiede al consiglio di sicurezza dell’Onu di autorizzare le squadre di aiuto ad entrare nel Paese, in nome della “responsabilità di proteggere”, sancita dall’Onu nel 2005; numerosi osservatori (in primis l’ex direttore dell’agenzia umanitaria US AID, Andrew Natsios) hanno suggerito di paracadutare aiuti direttamente sul territorio, per evitare che cadano nelle mani dell’esercito.
In un Paese sconvolto, dove persino la geografia è stata cambiata dalla tempesta, se gli aiuti non arrivano in fretta fame ed epidemie potrebbero causare più morti di quante ne abbia fatte il ciclone stesso; purtroppo il diritto internazionale è materia molto delicata e ancora non si è stabilito quali siano le condizioni per giustificare un intervento (armato o non) in altri Stati. Così, per ora la discriminante rimane una sola: l’interesse nazionale.

6 Commenti
11 Maggio 2008 alle 23:25
give me an history lecture to do
Aprile 30, 2008
and I will explore the moral complexities of regimes – like ancient Athens – which seek to promote the values and structures of liberal democracy in sovereign states by a process of invasion and military occupation.
http://guizzoinrete.wordpress.com/2008/04/30/give-me-an-history-lecture-to-do/
12 Maggio 2008 alle 10:11
Caro Batta,
perdonami, ma penso l’importanza del tema dell’”esportare la democrazia” si stia sopravvalutando.
E’ evidente che questa tesi, per la verità propugnata sempre più timidamente anche dai suoi più convinti sostenitori, sia stata progressivamente abbandonata, tanto che lo stesso Bush sempre di più nei suoi discorsi concentra l’attenzione sul tema della necessità di tutelare la sicurezza degli Stati Uniti, piuttosto che su quello di garantire diritti civili in altri paesi.
In altre parole: a questa “scusa” dell’esportare la democrazia, davvero, non ci crede più nessuno, nemmeno gli americani, perché è evidente che la loro presenza nell’area mediorientale sia dettata (se non imposta) da ragioni di approvvigionamento energetico e di geopolitica.
Penso sia per la stessa ragione che Condoleeza Rice, quando parla dell’Iran (che ad avviso di molti è un probabile futuro fronte di guerra), non fa assolutamente cenno al regime dittatoriale che opprime quel paese, ma si riferisce a problematiche ben diverse.
Forse sarebbe semplicemente il caso che si glissasse sull’argomento, per evitare di attribuirgli quell’importanza che nessuno più gli da.
12 Maggio 2008 alle 15:41
Batta, piccola precisazione: le motivazione cosiddette “ufficiali” dell’attacco all’Iraq non sono soltanto l’abbattimento della dittatura, ma comprendono anche il “perchè era un presunto pericolo per noi”, e anzi questa è stata una delle ragioni più sbandierate da Bush.
Per il resto..beh, quella del Time è davvero una bella provocazione, giornalisticamente parlando ha il suo perchè.
12 Maggio 2008 alle 16:15
Eh no!
La proposta è stata lanciata da me! Ma che Time d’Egitto…
12 Maggio 2008 alle 18:15
concordo con savo.. bisogna dare a cesare quel che è di cesare…
12 Maggio 2008 alle 22:34
Mich ha ragione, ho semplificato troppo!
E probabilmente è vero anche quello che dice Vitt8o: di certo io non sostengo questa idea, e non ne vorrei proprio sentire parlare!