
La sinistra italiana è allo sbando, dopo il disastro elettorale (zero deputati, zero senatori eletti). Già lunedì sera è stata convocata la segreteria politica di Rifondazione comunista, il maggior partito della Sinistra Arcobaleno. In questi giorni si confrontano correnti e proposte di soluzione della crisi.
Di sicuro c’è solo che a luglio si terrà un congresso, nel quale si decideranno i destini del movimento. Tutto il resto è avvolto da una gran confusione. Si confrontano due linee: andare verso un partito unico della sinistra radicale, idea sostenuta dall’attuale dirigenza (Giordano, Migliore, Gianni), per evitare un semplice cartello elettorale come è stata la Sinistra Arcobaleno nelle recenti elezioni. Oppure non sciogliere Rifondazione comunista e costruire una federazione di partiti, linea per ora vincente e sostenuta da Ferrero, che pere avviato a diventare nuovo segretario.
Forte della maggioranza appena conquistata, Ferrero annuncia una dura “opposizione sociale” a Berlusconi. Vorrà dire dargli torto ogni volta che parla? Inoltre sembra che non sia superato l’astio verso il PD e Veltroni, reo di aver escluso la sinistra radicale e di averla così condannata alla sconfitta.
Ci vorrebbe la maturità politica di capire che finchè si è in campgna elettorale va bene battersi per le proprie idee e anche attaccare duramente gli avversari, ma dopo il voto collaborare (certo in modo critico) con il governo per il bene del Paese.
[via Alfonso Fuggetta]
